RESTAURO DEL CALCIO IN LEGNO
con olio di lino cotto


Restaurare il calcio del fucile o le guancette della pistola rendendolo meglio che se fosse nuovo è un lavoro abbastanza lungo ma facile ed è possibile ottenere un risultato veramente ottimo su tutti i legni utilizzando del semplice olio di lino cotto.
C'è chi usa impregnanti colorati o peggio la gomma lacca; dico subito che non vanno bene e il motivo è semplice.
Usando l'impregnante, se il calcio dovesse rigarsi bisognerebbe rifare il lavoro da capo.
La gomma lacca è adatta per mobili, ma è molto, molto delicata; non resiste ai graffi, risente dell'umidità, dell'unto e dell'acqua, macchiandosi e rovinandosi irrimediabilmente ed è evidente che non è adatta per il calcio di un fucile, soprattutto se è da caccia.

I fucili di solito hanno il calcio in legno di noce; il restauro con olio di lino cotto renderà il calcio del vostro fucile veramente bello, esaltandone la venatura naturale e ne aumenterà il pregio; inoltre non sarà per nulla delicato.


Materiale occorrente
  • Un buon sverniciatore; personalmente ho trovato che il REMOPAI EXTRA FORTE è uno dei migliori e si trova in commercio nei colorifici ben forniti.




  • Olio di lino cotto; si trova nei colorifici e nei brico-center.




  • Una paglietta d'acciaio, di quelle che comunemente si usano per pulire le pentole.
  • Alcuni rotoli di lana d'acciaio ultrafine, comunemente si usa per pulire le scarpe e le pelli scamosciate.
  • Un bastoncino in plastica, ricavato da un cotton-fioc e reso a punta con carta vetrata.
  • Uno straccio di cotone che non perda peli (sintetico non va bene).
  • Del comune cotone idrofilo, reperibile in qualsiasi supermercato (anche in farmacia, ma costa di più).

Procedura

Per prima cosa dobbiamo smontare il calcio del fucile, l'eventuale astina, alla quale va tolto la parte in metallo; vanno tolte anche tutte le altre parti in metallo.
Fatto questo possiamo cominciare la sverniciatura.
E' bene munirsi di un paio d'occhiali e guanti in gomma per proteggersi dallo sverniciatore (assolutamente non deve entrare in contatto con gli occhi o la pelle); intingere un pennello nello sverniciatore e passarlo uniformemente su tutta la superfice del calcio e dell'astina, picchiettando sulle parti zigrinate per farlo penetrare bene, fate in modo che rimanga uno spessore di almeno 2 millimetri di sverniciatore e ricordate che più fa caldo e più agirà, pertanto in stagione fredda è meglio farlo in un ambiente riscaldato, o quantomeno riscaldare prima le parti da trattare.


Attendere 2 o 3 ore; dopodiché con la paglietta d'acciaio per stoviglie si toglie la vernice ormai sollevata; è utile aiutarsi con dell'acqua corrente (non ci si deve preoccupare se il legno viene bagnato).
Se notiamo che in alcune parti la vernice non è stata del tutto eliminata, specialmente nelle parti zigrinate o negli incavi, ripetere l'operazione.

Eventuali residui di vernice o sverniciatore sulle zigrinature possono essere tolte con il bastoncino di plastica appuntito, così non si rischia di rigare il legno.

Una volta tolta completamente la vernice, lavare bene il calcio e l'astina con acqua corrente e lasciare asciugare completamente in luogo fresco (non al sole).

Controllare se vi sono segni e rigature e provvedere con la carta vetrata ad eliminarle (conservare la polvere della rifinitura), eventuali piccole imperfezioni possono essere corrette stuccandole in questo modo.
Per stuccare piccoli fori inserire nel foro del vinavil senza che trasbordi poi usare la polvere che avete conservato della finitura, inseritela sopra il vinavil e premete con il dito, se occorre, ancora un po' di vinavil e poi altra polvere, fino a riempimento completo del buco; la stuccatura deve sporgere un po' dal foro; lasciate asciugare bene e con la cartavetrata più fine, lisciate e portate in pari.

Quando il tutto è pronto è il momento di passare la lana d'acciaio ultrafine, questa non procura rigature sul legno e toglie la peluria che si è formata con l'asciugatura del legno.
Se il legno non si presenta ancora liscio a sufficienza inumiditelo con una spugna e fatelo nuovamente asciugare, poi ripetere l'operazione con la lana d'acciao ultrafine.


Quando i legni saranno ben asciutti (attendere anche qualche giorno) si può procedere all'applicazione dell'olio di lino cotto.



Per prima cosa bisogna preparare il tampone.
In una pezzuola di tela di cotone mettere una manciata di cotone idrofilo, poi avvolgere la pezzuola rinchiudendo al suo interno il cotone e legare con dello spago o un elastico il tampone in modo da facilitarne l'uso e impedire che fuoriesca il cotone idrofilo.



In un barattolo pulito o in un pentolino versare un centimetro di olio di lino cotto, farlo intiepidire appena sul gas o anche solo alla fiamma di una candela.
Attenzione, non va bollente, ma solo appena tiepido; questo accorgimento lo renderà più fluido, facilitandone l'applicazione.
Intingere ora lievemente il tampone (non va intriso, solo appena bagnato altrimenti cola) e passarlo delicatamente sul legno in modo rettilineo senza fare fare movimenti circolari.
Ricordate: solo un sottile velo d'olio per ogni applicazione!
Sincerarsi che non vi siano colature, se ve ne sono ripassarle con il tampone per eliminarle.
Appendere sia il calcio che l'astina in un ambiente lontano dalla polvere (se in periodo invernale in luogo riscaldato).


Questa operazione richiede tempo e pazienza perché solo quando la prima passata sarà completamente asciutta si procederà con la seconda passata e così via fino a dare una quindicina di passate, sempre lasciando asciugare molto bene tra una passata e l'altra.
A seconda della temperatura e dell'umidità ambientale potranno essere necessarie diverse ore tra una mano e l'altra, di massima si possono dare 2 mani al giorno (mattina e sera) con temperatura sopra i 22 gradi.
Con l'ultima passata e dopo che il legno apparirà asciutto bisogna lasciare asciugare almeno per un giorno.


A questo punto si possono finalmente rimontare il calcio e l'astina sul fucile; passare poi un panno di tela di cotone morbido e pulito, strofinando leggermente; questo conferirà una lucidatura satinata.
Se volete dare una protezione in più si può passare la cera (la Carnauba va benissimo); stenderne un leggero velo e aspettare almeno un'ora, poi strofinare con un panno di lana.

Ora il vostro fucile ha preso un nuovo pregio, è garantito che ve lo invidieranno e oltretutto anche se disgraziatamente lo doveste rigare andando a caccia, non dovrete far altro che ripassare solamente la parte rigata con la paglietta finissima e ridare qualche mano di olio di lino cotto e tutto si aggiusterà.

Buon lavoro!





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L'OLIO DI LINO

L'olio di lino crudo è un olio vegetale che si ottiene dalla spremitura a pressione dei semi di lino preventivamente tostati; viene poi sottoposto a chiarificazione e purificazione con procedimenti naturali.

E' un olio siccativo, in quanto nel tempo perde le sue iniziali caratteristiche di fluidità, seccando e divenendo solido; questo processo avviene in tempi lunghi

Viene utilizzato dai pittori per la preparazione dei colori ad olio, ai quali conferisce particolare brillantezza.

Talvolta viene utilizzato anche come prima mano per il trattamento dei legno grezzo.



L'olio di lino cotto si ottiene dalla cottura dell' olio di lino crudo; questo processo ne provoca la polimerizzazione e l'ossidazione, diventando più viscoso e con un tempo di essiccazione minore rispetto all'olio di lino crudo.

Queste caratteristiche rendono l'olio di lino cotto ideale per essere utilizzato come finitura, al posto delle vernici, sia per legni da interni, che da esterni.
Quando l'olio di lino cotto penetra nelle fibre del legno, per effetto di aria, luce e calore, termina la polimerizzazione e va ad occupare tutti i pori liberi tra le cellule del legno rendendolo impermeabile ed inattaccabile dagli agenti atmosferici.

La finitura ad olio di lino cotto non copre semplicemente la superficie lignea trattata come fanno le vernici, ma penetra nei pori del legno, donando un piacevole effetto satinato-brillante, che lascia ben visibili le venature naturali del legno.




Restauro su Beretta S 56 E
eseguito con olio di lino cotto
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