FUCILI A CANNA LISCIA E CARABINE DA CACCIA



Dall'invenzione della polvere da sparo a oggi anche i fucili da caccia hanno avuto le loro modifiche; dalle prime doppiette ad avancarica si è arrivati ai moderni fucili, come quelli della foto a fianco.





Fucile ad avancarica
La doppietta ad avancarica richiedeva troppo tempo nel suo caricamento; inoltre era difficile provvedere alla ricarica nel caso di cattivo tempo, in quanto la polvere nera molto igroscopica si inumidiva perdendo le sue caratteristiche.






Fucile a bascula

In seguito la doppietta ad avancarica fu rimpiazzata con fucili basculanti, cioè armi che davano la possibilià  di retrocarica con cartucce prefabbricate.
Fanno parte di questi fucili la famosa doppietta e il sovrapposto, la prima ha le canne affiancate, il secondo ha le canne sovrapposte una sull'altra.



Fucile a pompa
Il fucile a pompa è la prima arma da caccia che permette il contenimento di più di due cartucce contenute in un serbatoio; è a canna liscia e camera le cartucce calibro 12 anche magnum, generalmente la canna ha una strozzatura a tre stelle, che si adatta a tutti i tipi di cartucce sia a carica frazionata, pallettoni o palla asciutta (Brenneke).
La differenza tra questo fucile e un semiautomatico è solamente data dal caricamento manuale invece che automatico, il serbatoio di questo fucile ha a disposizione generalmente 6 colpi, ma per le nuove disposizioni se usato per la caccia vi è un riduttore che ne modifica la capienza a 2.
Con le nuove norme è catalogato come C3 pertanto è un fucile da caccia.
Il suo caricamento essendo manuale è più lento, ma non avendo spreco di gas per il caricamento sfrutta meglio la potenza della cartuccia come si trattasse di una doppietta o sovrapposto e sopratutto è sicuro nell'uso perchè se non si ricarica nuovamente non si rischia di avere un colpo in canna pronto al tiro, solo al suo ricaricamento avverrà l'espulsione della cartuccia esplosa e entrerà in camera di scoppio la nuova cartuccia.


Fucile semiautomatico
Più tardi per avere più rapidità nel tiro, senza dover ricaricare manualmente nacque il semiautomatico, fucile che per mezzo di un serbatoio poteva contenere più di due colpi.
L'espulsione del bossolo vuoto e la ricarica in questo modo viene effettuata automaticamente, sia per rinculo di canna in qualche tipo di fucile, sia per ricarica ottenuta a ritorno dei gas prodotti dall'esplosione in altri modelli, un'altro pregio di questi fucili è che durante lo sparo si nota meno il fenomeno di rinculo, permettendo così un minore spostamento durante l'eventuale colpo successivo.

Per contro questi tipi di fucile, sia a ricarica di gas che a mollone entrambi semiautomatici hanno in comune qualche pecca.
Nel caso di quello a ricarica di gas si possono verificare ostruzioni nel sistema di riciclo dei gas e usura nel meccanismo di ricarica, quest'ultimo dovuta principalmente alla velocità dell'arretramento che sollecita maggiormente tutto il sistema.
Nel caso di quello con rinculo di canna (mollone), non vi possono essere ostruzioni, ma viene sollecitato ancora di più tutto il meccanismo di ricarica dato dal ritorno molto veloce del sistema di ricarica.
In entrambi i casi, visto che proprio per alleggerire il peso di tutta l'arma si sono usati materiali leggeri come alluminio, è evidente che l'usura si noterà di più nel tempo anche a seconda di quanti colpi vengono sparati.
Sul sistema a pompa anche se alleggerito nell'insieme, questi problemi sono molto minori e l'arma dura più nel tempo, proprio per il motivo che il caricamento avviene manualmente; d'altra parte il fucile a pompa è stato uno dei primi fucili da caccia che permetteva più colpi, mentre sia la doppietta che il sovrapposto possono solamente camerare due colpi.
Con la restrizione nel regolamento di caccia a soltanto due colpi più quello in canna, i semiautomatici hanno perso parzialmente la loro importanza e molti cacciatori sono tornati alla doppietta o al sovrapposto (qualcuno al pompa); il loro peso è senza dubbio maggiore, ma ne va a vantaggio sia la durata dell'arma, sia la potenza nel tiro visto che non vi è spreco di gas per la ricarica.


Carabine a canna rigata
Per la caccia di animali di grossa taglia (ungulati) vi sono le carabine a canna rigata, queste armi possono essere a colpo singolo o portanti un caricatore a non più di 2 colpi.
Per uso sportivo (tiro a segno) non più di 5 colpi


ATTENZIONE:
LEGGE 11 agosto 2014, n. 116 Art. 13.
(Mezzi per l'esercizio dell'attività venatoria)
Comma 1. L'attività venatoria è consentita con l'uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12, nonché con fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri 40. I caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica non possono contenere più di due cartucce durante l'esercizio dell'attività venatoria e possono contenere fino a cinque cartucce limitatamente all'esercizio della caccia al cinghiale. (9)

Aggiornamento
Il D.Lgs. 26 ottobre 2010, n. 204 ha disposto con l'Art. 6 quanto segue:

Comma 6) Per armi da caccia di cui al comma 1 dell'articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, s'intendono, tra i fucili ad anima rigata, le carabine con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica, qualora siano in essi camerabili cartucce in calibro 5,6 millimetri con bossolo a vuoto di altezza uguale o superiore a millimetri 40, nonché i fucili e le carabine ad anima rigata dalle medesime caratteristiche tecnico-funzionali che utilizzano cartucce di calibro superiore a millimetri 5,6, anche se il bossolo a vuoto è di altezza inferiore a millimetri 40.

Comma 7) Per i fucili da caccia in grado di camerare le cartucce per pistola o rivoltella, si applica il limite detentivo di 200 cartucce cariche, di cui all'articolo 97 del regolamento di esecuzione al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni.


Prendere visione QUI Del D.Lgs. 26 ottobre 2010, n. 204



Il calibro dei fucili a canna liscia da caccia
Tecnicamente la parola calibro indica la misura del diametro interno della canna di un'arma; per esempio il calibro nominale di un fucile a canna liscia denominato "12" il diametro nominale è di 18,30 mm.

CURIOSITA'
Sui fucili da caccia a canna liscia si usa il seguente sistema inglese.

In quelle a canna liscia da caccia, il calibro è dato da una libra di piombo (454 grammi) con la quale costruire tante palle sferiche del diametro della canna.
Per esempio, il calibro 12 si chiama così perché con una libbra di piombo si ottengono esattamente 12 palle sferiche del diametro nominale della canna (18,30 mm).
Per il calibro 16 con una libra di pombo si otterranno 16 palle sferiche del diametro nominale della canna e così via.

LA CAMERATURA DEI FUCILI A CANNA LISCIA

Come realizzare uno strumento per conoscere la cameratura dei fucili da caccia
(calibro 12 - 16 - 20)
Per sapere con esattezza la lunghezza della cameratura nei fucili a canna liscia calibro 12 è necessario costruire un calibro semplicissimo come da foto a fianco.
Come si può notare le varie camerature sono segnate con la lunghezza in millimetri; fino al 1908 la cameratura delle doppiette era di 62 millimetri, da quella data in poi è aumentata a 70 millimetri e dopo poco tempo si sono presentati sul mercato i primi fucili camerati in 76 millimetri (magnum).
E' di facile realizzazione; per il calibro 12 basta un tondino in alluminio o nylon di 20 mm. di diametro e lungo 100 mm. sul quale fare delle tacche con la misura delle varie camerature, come nella foto.
Naturalmente per i fucili calibro 16 il diametro di questo attrezzo sarà di mm.18 e per i fucili calibro 20 sarà di mm.16,5

La lunghezza del tondino sarà sempre di mm.100 per qualsiasi di questi attrezzi che intendiamo realizzare.

Una precisazione sulla cameratura reale dei fucili a canna liscia
La lunghezza della cameratura dichiarata dal costruttore (cameratura nominale) è inferiore di qualche millimetro alla cameratura reale; vediamo il perché.
La cameratura reale deve tener conto dell'apertura dell'orlatura delle cartucce, che avviene durante lo sparo; se fosse precisa, le orlature, specialmente quelle delle cartucce con chiusura a stella, andrebbero a porsi oltre la camera di scoppio, con il risultato di diminuirne il diametro, causando intralcio alla borra o peggio ancora ad un'eventuale palla asciutta tipo Brenneke, e potrebbe determinarsi pericolo per il tiratore.
Di seguito vi sono le reali misure delle camerature.
Pertanto nella costruzione del calibro vanno riportate le misure reali e non le misure nominali dichiarate dal produttore.
  • Cameratura da mm.62 (misura reale mm.64)
  • Cameratura da mm.70 (misura reale mm.74)
  • Cameratura da mm.76 Magum (misura reale mm.82)
Comunque la lunghezza totale delle cartucce può variare a seconda della grammatura di piombo contenuta nella cartuccia; praticamente va da un minimo di mm. 59 a un massimo di mm.70 oppure mm.76 se Magnum.

Una curiosità: il diametro della canna di un'arma ad anima rigata va misurato generalmente fra i pieni della rigatura e può essere espresso in millimetri o in decimi di pollice.





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PAGINE UTILI IN QUESTO SITO

PRIMA DI ACQUISTARE UN'ARMA

PULIZIA FUCILI DA CACCIA

STORIA DELLE PALLOTTOLE

CARTUCCE DA CACCIA

LA RICARICA DELLE CARTUCCE

FONDELLI DELLE CARTUCCE DA CACCIA

NUOVE NORME SUI CARICATORI

DETENZIONE NUMERO CARTUCCE



CACCIA
LE NORME PIU' RECENTI

Con il D.L.n. 91/2014 - All'articolo 13, comma 1, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: i caricatori dei fucili ad anima rigata semiautomatici e a caricamento manuale impiegati durante la caccia non possono contenere più di due cartucce (si presume anche in questo caso esclusa quella in canna).
Nei fulici a canna liscia con serbatoio (semiautomatici o a pompa) sono concessi massimo 3 cartucce compresa quella in canna.

Il Decreto Legislativo 29 settembre 2013, n. 121 in un altro passaggio integra la legge n. 157 del 1992 per introdurre, in deroga alla disciplina generale, particolari divieti nell'uso di determinate categorie di armi per attività venatoria; vengono escluse come armi da caccia le armi da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un'arma da fuoco automatica d'assalto, come i modelli AK47 e M16 civili, cioè non a raffica, e le armi di calibro inferiore a 9 millimetri Flobert, o con bossolo inferiore a 40 mm. come il 22 L.R.



CARABINE DA CACCIA



         

Alcune cartucce
per carabine Remington e Winchester

Le carabine da caccia sono usate prevalentemente per gli ungulati, in montagna.
Contrariamente ai fucili da caccia basculanti, esse possiedono, se a colpo singolo un otturatore per il caricamento del colpo in canna, se semiautomatiche oltre all'otturatore hanno anche un caricatore per il contenimento delle cartucce.



DELINQUENTI
che pretendono
di chiamarsi cacciatori


Gli "sparatutto" senza cervello


Siccome qui in Italia tra inquinamento, urbanizzazione e caccia gli animali si sono oramai estremamente rarefatti e la legislazione qualche "paletto" l'ha messo, ecco che gli appassionati dell'ammazzatina si stanno rivolgendo verso luoghi dove gli animali sono ancora abbondanti, la natura è ancora selvaggia e i locali legislatori, checché se ne dica, sono poco oculati nel prevedere l'impatto ambientale a medio o lungo termine di una simile politica gestionale del patrimonio faunistico.

D'altra parte i "turisti della caccia" portano legalmente valuta sonante e qualcuno ci campa decisamente bene.
Parallelamente alla legalità però prospera la corruzione, purtroppo assai diffusa in certi Paesi, tanto da essere considerata una pratica normale.
Fanno sorridere le affermazioni di alcuni tour operator che ci tengono a puntualizzare quanto siano protezionisti e quanto sia severamente regolamentata la caccia in certi posti; lo sarà sulla carta, forse, ma all'atto pratico le cose si dimostrano parecchio differenti.
Anche la legge migliore serve a poco o nulla, se chi la deve far rispettare è disposto a farsi comprare o a vendersi...

Oramai sono sempre più frequenti le cosiddette aziende faunistico-venatorie messe in piedi all'estero da italiani che poi organizzano le "vacanze di caccia e pesca" offrendo pacchetti tutto compreso (volo, ospitalità e ammazzatine) a prezzi che ad esempio per l'Irlanda in ottobre 2013 andavano da un minimo di 1690 euro a persona per le allegre brigate composte da 3 a 6 cacciatori, mentre se si trattava solo di un paio il prezzo era leggermente superiore: 1980 euro (prezzi di "Casa Rizzini" che trovate sulla rivista "Il mese di caccia" edito dall'Associazione Nazionale Libera Caccia).
Molti cacciatori preferiscono usare i propri automezzi, soprattutto quando si tratta di località prossime ai nostri confini nazionali.

In genere il vasto panorama delle aziende che propongono queste "vacanze di caccia" offre le più disparate soluzioni, così si può scegliere se andare ad ammazzare oche cenerine in Islanda, fagiani, lepri e anatre in Serbia, starne in Ungheria, anatre in Argentina e Costarica, oche in Estonia, altri animali in Nord Africa e via dicendo.
Lì avranno la possibilità si sparare fino ad avere i crampi al dito indice; potranno farsi fotografare con decine, quando non centinaia o addirittua migliaia di animali morti ai piedi, potranno riempire i frigo portatili o nasconderli tra il carico di qualche camion diretto in Italia, portandosi a casa l'ambìto carico di morte, che stiperanno nel congelatore casalingo.
Quante abbuffate con gli amici, ricordando le "prodezze" di quei giorni; si sentono come guerrieri di ritorno dalla battaglia, sono convinti di aver compiuto chissà quali epiche gesta...
Poi passa il tempo, sono stufi di mangiare quella selvaggina, cominciano a cercare di regalarne a destra e a manca; quando non ci riescono, tutto finisce nel cassonetto dell'immondizia, così nel congelatore ci sarà nuovo spazio da riempire con le vittime della prossima "trasferta" estera.
Naturalmente ci sono, e non sono pochi, anche coloro che vendono la cacciagione a ristoratori compiacenti...


Leggete
"Cacciatori italiani all'estero"
tratto dal sito CABS



Legislazione italiana oggi

L'attuale legislazione italiana in materia di caccia, ignorando le Direttive Europee, dà facoltà alle Regioni di emanare norme in deroga a quelle nazionali, ed eccone un esempio concreto: la caccia in deroga autorizzata dalla Regione Lombardia nelle valli bresciane, al Colle di san Zeno, importante corridoio migratorio dell'avifauna.

Questa non è caccia, è un ignobile massacro.


Caccia in deroga al Colle di San Zeno (BS)


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