DISATTIVAZIONE DELLE ARMI
ritrovamento e rottamazione


ATTENZIONE: NON portare direttamente le armi, parti di esse e munizioni alla Polizia o ai Carabinieri se non in possesso del Porto d'Armi in validità; avvertire gli Agenti che provvederanno al ritiro.
Particolare attenzione nel maneggiarle (consideratele sempre cariche).



Disattivazione

Con il Regolamento di esecuzione (CE) del 15/12/2015 numero 2015/2403 si definsce le modalità da seguire per la disattivazione irreversibile e documentata delle armi da fuoco.
Questo regolamento NON si applica alle armi da fuoco disattivate prima della data di applicazione del Regolamento, tranne che queste armi siano trasferite in altro Stato membro o immesse sul mercato italiano.

Il Certificato di Disattivazione di queste armi è effettuata dal B.N.P. di Gardone Val Trompia, il quale dovrà rilasciare al proprietario dell'arma tale documento redatto nell'apposito modulo.
La punzonatura sarà contrassegnata da un marchio unico; tale marchio dovrà essere impresso su tutte le parti modificate per la disattivazione e deve essere inamovibile, i numeri di matricola dell'arma devono essere mantenuti.
La Disattivazione è effettuata da privati abilitati in conformità con la legislazione nazionale (armaioli); tale disattivazione dovrà essere in ogni caso verificata e punzonata dal B.N.P..

Le informazioni contenute in questo certificato sono fornite sia nella lingua dello Stato membro dove viene trasferita l'arma sia in inglese.

Il proprietario dell'arma disattivata deve conservare il certificato di disattivazione per sempre e tale documento deve accompagnare l'arma se essa viene immessa sul mercato o venduta direttamente a terzi.

SITO UFFICIALE DEL B.N.P. di Gardone Valtrompia: clicca QUI per sapere le modalità di disattivazione delle armi comuni, semiautomatiche e automatiche.

Clicca QUI per prendere visione del Regolamento del 15/12/2015 n. 2015/2403



Ritrovamento

Chiunque ritrovi un'arma o qualsiasi parte di esse sia che si tratti di arma da fuoco o arma bianca autentica o antica, storica o rara è tenuto a denunciarla immediatamente presso la Stazione dei Carabinieri o della Polizia di Stato ai sensi dell'articolo 38 del T.U.L.P.S.

Vi sono due casi diversi di ritrovamento: quello che avviene nella propria abitazione e quello che avviene su suolo pubblico.
  • Nel primo caso se si tratta di ritrovamento presso la propria abitazione o nelle pertinenze di essa; se non è possibile con successivi accertamenti giungere all'individuazione del proprietario, si possono applicare le norme sull'acquisizione dell'arma ai sensi dell'art. 1140 e seguenti del Codice Civile
  • Nel secondo caso l'acquisizione dell'arma è regolato dagli articoli 927-930 del Codice Civile, pertanto per rendere possibile l'acquisizione devono essere espletate le ricerche necessarie a stabilire se l'arma in questione non sia clandestina, modificata, da guerra e conforme a quanto prevede l'articolo 11 della legge 18 aprile 1975 nr. 110, e cioè provvista dei punzoni di un Banco di Prova riconosciuto e del numero di matricola.
    Le armi prodotte anteriormente al 1920 e che si è accertato che in passato non sono state usate per la commissione di reati NON ricadono in questi obblighi.
In entrambi i casi, trascorso un anno dall'ultima pubblicazione all'Albo Comunale, se nessuno si è presentato in Questura o presso la Stazione dei Carabinieri per richiedere l'arma, chi l'ha rinvenuta (se in regola con il Porto d'Armi in corso di validità o se ha fatto richiesta del Nullaosta) dopo averne fatta regolare denuncia di detenzione ai sensi dell'articolo 38 del T.U.L.P.S, ne diviene il legittimo proprietario.

Sia nel primo caso che nel secondo possono essere acquisite e detenute solamente quelle armi che risultano iscritte nell'apposito Catalogo Nazionale delle Armi Comuni o che risultano EX Ordinanza; in entrambi i casi, se armi lunghe a canna rigata con serbatoio o caricatore non devono contenere più di 5 colpi, se armi corte, il caricatore non deve contenente più di 15 colpi, diversamente, le armi devono essere modificate in base alle nuove disposizioni di Legge, o rese disattive o distrutte.

Le armi che risultano clandestine, modificate illegalmente, da guerra o non conformi alle disposizioni attuali devono essere inviate alla distruzione presso la Direzione dell'Artiglieria.
Le armi o parte di esse che risultano essere state usate per commettere delitti NON possono essere distrutte, ma vanno conservate per ulteriori indagini presso i magazzini di P.S. destinati alla conservazione di queste armi.



Rottamazione

Nel caso le armi non interessano più al proprietario; devono essere inoltrate per la loro distruzione alla Direzione dell'Artiglieria.
Per fare questo basta (se in possesso del Porto d'Armi in validità) portare l'arma da distruggere presso la Stazione dei Carabinieri; se non in possesso di Porto d'Armi saranno gli Agenti stessi a prelevare le armi; i quali dopo aver compilato il modulo per la distruzione e rilasciato copia al proprietario, invieranno l'arma in questione alla Direzione dell'Artiglieria per la sua distruzione fisica.
Pertanto chi consegna le armi e desidera la loro distruzione che siano esse efficienti o non funzionanti, deve ricevere copia del documento nel quale si riporta chiaramente l'inoltro alla Direzione dell'Artiglieria per la loro distruzione e conservarlo per sempre a riprova della sua distruzione e della non più disponibilità dell'arma.
Dopo questa procedura le armi NON possono più essere immesse sul mercato acquisite o acquistate da altra persona in nessuna forma e a nessun titolo.
Identica procedura si applica alle armi confiscate dopo il periodo di tempo necessario allo svolgimento degli atti legali che hanno portato alla confisca dell'arma/armi.

Le armi o parti di esse confiscate che risultano essere state usate per commettere delitti NON possono essere distrutte, ma vanno conservate per ulteriori indagini presso i magazzini di P.S. destinati alla conservazione di queste armi.

Le armi regolarmente denunciate e detenute che per qualsiasi motivo vengono solamente sequestrate; se il titolare risulta non condannato a pena detentiva o assolto dal fatto contestatogli devono essere restituite al proprietario; in quanto solo la confisca esclude la restituzione di qualsiasi oggetto si tratti.





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