PROBLEMI NEL RILASCIO DEL PORTO D'ARMI?


Attenzione Prima di avviare controversie per il diniego di un Porto d'Armi, prendere visione QUI della circolare Ministeriale del 02/08/2016 con riferimento alla circolare Ministeriale del 28/11/2014, riguardante le OSTATIVE che impediscono in ogni caso il rilascio del Porto d'Armi ed eventualmente la sua revoca.



Prendere visione QUI della Circolare Ministeriale n° 557 del 31/08/2017 a riguardo delle nuove norme sulle ostative per le Licenze di P.S.

CHI PUO' APPLICARE LE OSTATIVE IN MATERIA DI ARMI ED ESPLOSIVI?
Attribuzioni del Prefetto e del Questore

Ai sensi dell'art. 39 R.D. 18 giugno 1931 n. 773, il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti, alle persone ritenute capaci di abusarne; parimenti, ai sensi degli articoli 11 e 43 R.D. 18 giugno 1931 n. 773, la licenza di porto d'armi può essere ricusata dal Questore a coloro che non danno affidamento di non abusare delle armi.
Tale disciplina è diretta al presidio dell'ordine e della sicurezza pubblica, alla prevenzione del danno che possa derivare a terzi da indebito uso ed inosservanza degli obblighi di custodia, nonché della commissione di reati che possano essere agevolati dall'utilizzo del mezzo di offesa.




EVENTUALE DINIEGO RITENUTO INGIUSTO?

Può capitare che una persona sia vittima di una denuncia mendace e pertanto sia ingiustamente accusata per qualche atto criminoso non commesso, o venga incriminata ingiustamente.

Se questa persona chiede il Porto d'Armi o il suo rinnovo o ancora un semplice Nullaosta, le viene negato, anche se è stata riconosciuta l'infondatezza della denuncia o se, arrivata a processo, viene prosciolta con formula piena per non aver commesso il fatto.

Questo capita perché in Italia le cose si fanno solamente a metà; generalmente un ufficio non sa cosa fa l'altro e di conseguenza succedono guai a non finire.

Nella fattispecie, la Questura presso la quale viene richiesto il rilascio del Porto d'Armi o il suo rinnovo o semplicemente un Nullaosta, non ha l'obbligo di fare spontaneamente la richiesta di accesso ai dati conservati negli archivi del CED - Centro Elaborazione Dati del Ministero dell'Interno (legge 01 aprile 1981, n. 121 - art. 10, comma 3.
Così la vostra domanda continua a giacere nei tiretti della Questura, riempiendosi di polvere e senza nessun risultato o risposta per voi.


Non bisogna perdere tempo; l'unica strada da seguire è quella di inoltrare subito alla DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA CRIMINALE Ufficio Tecnico Giuridico e Contenzioso - via Torre di Mezzavia n. 9/121 - 00173 Roma, la domanda per accedere al CED ed ottenere i dati che servono per dimostrare che siete stati scagionare dal reato di cui eravate stati accusati ingiustamente.

Qui potete scaricare il Modulo necessario a seconda del caso per presentare la richiesta.
Per sapere se nella Banca dati sono contenuti errori di fatto o danno un diritto di cancellazione se contengono errori di diritto scaricare il Modulo modello 49.
Spedire a mezzo raccomandata AR (cioè con ricevuta di ritorno).
Nel caso di ostative di origine medica
Clicca QUI per scaricare il modulo di ricorso medico, nel solo caso l'ostativa dipenda da fattori del richiedente riguardanti problemi sanitari da verificare ulteriormente se giustificati.

Una volta ottenuta la documentazione che comprova l'estraneità ai fatti o che la denuncia a vostro carico era mendace, si presentano queste carte alla Questura dove si è richiesto il Porto d'Armi o il suo rinnovo o il Nullaosta e le cose dovrebbero andare a posto.

Un consiglio
Se si è incappati in un errore giudiziario, in una falsa accusa o diniego di origine medica, sarebbe meglio fare prima questo passaggio e solo successivamente presentare la richiesta del Porto d'Armi o il suo rinnovo o il Nullaosta, in quanto si eviterebbe di farsi venir mal di fegato inutilmente e attendere tempi biblici.



RITARDO NON MOTIVATO NEL RILASCIO?

Nel caso dopo 3 mesi (non 90 giorni) la Questura non abbia provveduto all'evasione della pratica relativa al rilascio del nuovo Porto d'Armi, ci si può recare presso l'Ufficio Armi per chiarimenti in merito; dato che sulla domanda è obbligatorio mettere anche un recapito telefonico, sarebbe la Questura stessa obbligata a comunicare eventuali intoppi e specificarne la causa o, nel caso di situazioni particolarmente delicate, a garanzia della sua privacy l'interessato dovrebbe essere convocato presso l'ufficio competente, dove gli verranno esposti di persona i motivi del ritardo e/o diniego.
Se invece vi sono dinieghi ingiustificati, nonostante il soggetto richiedente sia perfettamente in regola, senza carichi pendenti o altri problemi ostativi, si può inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al Questore (con richiesta di risposta entro il termine di 10 giorni lavorativi), nella quale si domandano chiarimenti in merito.
Altro passo se non si riceve nessuna risposta entro il termine stabilito (per gentilezza, previa telefonata all'Ufficio Armi della Questura): non rimane che presentare un esposto al Prefetto, allegando la fotocopia di tutti i documenti necessari che chiariscano l'ingiustificato ritardo (praticamente; la copia del certificato anamnestico del medico di base, la copia del certificato medico rilasciato dall'ASL), la copia dell'Abilitazione all'uso delle armi rilasciata dal T.S.N. e la copia del pagamento del libretto Porto d'Armi di euro 1,27).
Se non ci sono ostative di carattere giudiziario, la presentazione di tali documenti sarà sufficientemente esauriente; altrimenti vedere il paragrafo all'inizio pagina "Dinieggo ingiusto.





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PAGINE UTILI IN QUESTO SITO

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Tipologie di Porto d'Armi

Certificato Medico Porto d'Armi

Abilitazione all'Uso delle Armi

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