CEDERE A TERZI O EREDITARE ARMI



Cedere un'arma a terzi
E' possibile cedere armi fra terzi, cioè acquistare o vendere armi tra persone, senza passare per un'armeria.
Il compratore deve essere in possesso del Porto d'Armi o del Nullaosta, mentre il venditore se possessore dell'arma anche con il porto d'armi scaduto può vendere l'arma, purché la stessa sia stata da lui acquistata quando il suo Porto d'Armi o Nullaosta erano in validità.

Questo vale per tutti siano essi privati cittadini, agenti di P.S. o graduati di qualsiasi corpo o istituzione.

Qui si può scaricare il MODULO di cessione fra terzi da presentare in Questura o presso la Stazione dei Carabinieri di zona.
Lo stesso modulo è già presente presso le Questure o le Stazioni dei Carabinieri.
Sia il compratore che il venditore devono essere presenti all'atto di cessione presso gli uffici suddetti e le firme devono essere poste in presenza di un funzionario dopo la presentazione del Porto d'Armi o del Nullaosta in validità dell'acquirente.
Il cedente deve presentare il foglio di denuncia di tale arma per essere depennata.
L'acquirente se già in possesso di altre armi dovrà presentare il foglio di denuncia per l'aggiunta dell'arma acquistata.



Ereditare un'arma
Ereditante: il defunto.
Erede: la persona che riceve in eredità i beni dell'ereditante

In caso di morte del possessore di arma/armi, NON essendovi per legge il diritto di prelazione da parte di nessuno, quindi né di parente, compagno/compagna, coabitante, eccetera, il responsabile a doverne fare denuncia è la persona che ha la materiale disponibilità di tali armi per un tempo apprezzabile (cioè chi abita o comunque ha libero accesso al luogo dove esse sono detenute); a questa persona se non indagata o con carichi pendenti o altre ostattive che impediscano la loro custodia anche momentanea, generalmente sono date in consegna provvisoria; a patto che le stesse siano custodite in maniera corretta nell'armadio blindato e in ogni caso non possano essere alla portata di minori, incapaci di intendere e volere, persone con turbe spichiche ecc.
In qualche caso, esempio: eredi con carichi pendenti, le armi sono ritirate dai Carabinieri fino a quando sarà stabilita una persona idonea alla loro custodia provvisoria o acquisizione definitiva, in mancanza di queste condizioni le armi verranno confiscate.
Di solito quanto c'è più di una persona in famiglia, è prescelta la persona che ha i requisiti necessari alla detenzione delle armi (Porto d'Armi), oppure chi è disposto a ottenere i documenti necessari per la loro detenzione (Nullaosta o Porto d'Armi), la quale può essere una persona anche diversa dagli eredi.
Quando sarà stabilita la persona idonea a ricevere le armi, le stesse devono essere denunciate dal nuovo possessore che ne potrà disporre come meglio crede.



In pratica se vi sono persone anche estranee alla famiglia che vogliono acquisire le armi, la persona che ha la materiale disponibilità e ha denunciato la presenza delle armi, anche senza Porto d'Armi o Nullaosta, può cederle gratuitamente o venderle basta che l'acquisto venga fatto da persona in possesso di Porto d'Armi o Nullaosta; per questo passaggio il soggetto farà solamente da tramite (garante) il documento necessario al passaggio sara la denuncia che il defunto ha fatto a suo tempo delle suddette armi.
In questo caso al parente che ne ha la materiale disponibilità verrà data copia della cessione o vendita la quale comproverà che le armi non sono più di sua materiale disponibilità.
Si ricorda che per il passaggio diretto devono essere presenti per la firma sia il cedente che l'acquirente.

Se invece non interessano a nessuno e non si vuole procedere alla cessione gratuita o alla vendita o ancora detenerle, la persona intestataria o l'erede che ha la materiale disposizione delle armi, può provvedere alla consegna di tali armi ai Carabinieri o in Questura; praticamente a questo punto l'arma/armi devono essere inviate alla loro distruzione.

ATTENZIONE
In base all'art. 20, comma 5, della legge 18 aprile 1975 nr. 110. nessuno può distruggere un'arma; nel senso di fonderla o rendendola completamente irriconoscibile cancellandone i numeri di matricola; questo perchè se fatto dal proprietario o da un armaiolo l'arma non sarebbe più tracciabile e potrebbe essere stata distrutta fintamente e poi reimmessa sul mercato come arma illegale, pertanto bisogna seguire la prassi di Legge.

Consultare cliccando QUI le modalità per la Disattivazione, Ritrovamento e Rottamazione delle armi.



NON PORTARE le armi direttamente dai Carabinieri o in Questura se non in possesso del Porto d'Armi in validità, penseranno al loro ritiro e trasporto i Funzionari (Carabinieri o Polizia), altrimenti commettereste il reato di trasporto abusivo di armi; si possono però far trasportare in vostra presenza da una persona di fiducia con Porto d'Armi valido.

I documenti necessari per ereditare le armi sono:
  • Il nullaosta del ricevente, se non in possesso del Porto d'Armi in corso di validità
  • Il certificato di morte dell'ereditante, questo perché ovviamente non può più essere presente al passaggio dell'arma/armi
  • La ricevuta della denuncia provvisoria dell'arma/armi che era stata fatta presso gli uffici della Questura o alla Stazione dei Carabinieri di zona da chi aveva la custodia momentanea o la disponibilità materiale delle stesse e le aveva semplicemente consegnate in deposito per una successiva destinazione a terzi.
    In quest'ultimo caso sulla ricevuta della denuncia provvisoria deve apparire chiaramente l'intenzione di non inoltrare l'arma/armi alla Direzione dell'Artiglieria, ma tenerla in custodia presso l'Organo Competente.
    Altrimenti potrebbero sorgere equivoci che potrebbero impedire o rendere difficile la loro eventuale vendita o acquisizione, in quanto sia per ottenere un Nullaosta o un Porto d'Armi possono passare 90 giorni dalla data della richiesta.



Eredità di armi con caricatori di capienza superiore di colpi:
Decreto Legislativo 29 settembre 2013, n. 121
Dal 5 novembre 2015 non si possono acquistare o vendere a nessun titolo armi lunghe a canna rigata con caricatori contenenti più di 5 colpi e pistole con caricatori contenenti più di 15 colpi.

Nel caso sia un famigliare diretto (esempio il coniuge), che desidera usufruire dell'eredità delle armi e abbia i presupposti per poterle ereditare perché in possesso del Porto d'Armi in corso di validità o faccia richiesta del Nullaosta.

Se queste armi erano state acquistate dal defunto prima dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo del 29 settembre 2013 n. 121 e pertanto potevano essere detenute legalmente da esso, anche se con caricatori di capacità superiore a 5 colpi per le carabine a canna rigata e 15 colpi per le pistole:
l'erede dovrebbe modificare tale armi per quanto riguarda il numero di colpi contenuti nei caricatori prima di venirne in possesso ?

L'eredità non si può definire una vendita, ma un semplice acquisizione di un bene e in questo caso legittimo perchè l'erede è in possesso dei requisiti necessari per il passaggio diretto; pertanto non può neppure essere applicata la clausula nella quale la legge stabilisce che non vi è diritto di prelazione sulle armi.
Se nella legge fosse stato scritto ...acquisire, vendere o acquistare a nessun titolo... non esisterebbe nessun dubbio; invece la legge non è chiara in merito; lasciando ancora una volta la possibilità di poterla interpretare creando confusione e interpretazioni a piacimento di qualcuno, ma sempre a sfavore per il cittadino.

Pertanto è meglio chiedere come viene intesa questa procedura presso le varie Questure; anche se questo non mette per niente al riparo l'erede o il funzionario da eventuali conseguenze, perché potrebbe in futuro intendersi come un libero arbitrio del funzionario stesso (qualsiasi esso sia) e pertanto senza nessun valore legale, perché non deciso da un tribunale o da una legge chiara a sufficienza.
Se venisse acconsentito dalla Questura la detenzione senza modificare le armi; si deve pretendere che venga messo nero su bianco quanto deciso e figuri anche sulla denuncia delle armi.

Le leggi devono essere chiare e non interpretabili; altrimenti diventano semplicemente un business per avvocati e un intralcio per i giudici, ma purtroppo non è così.





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