ABOLIZIONE DEL CATALOGO NAZIONALE DELLE ARMI


Con il "Patto di Stabilità" è stato abrogato l'intero Articolo 7 della Legge n° 110/1975, che costituiva fra le altre cose anche il Catalogo Nazionale delle Armi e di conseguenza è stato abolito anche il Catalogo Nazionale delle armi da fuoco.


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Il Catalogo Nazionale delle Armi era nato per definire se un'arma era da guerra o per uso civile; è palese che il Catalogo è stato di fatto abolito, ma in pratica tutte le armi che sono in esso catalogate, rimangono tutt'ora con la stessa catalogazione.

Resta solamente da decidere per le armi odierne, specialmente se fabbricate in altra nazione (anche se facente parte dell'Europa), quale sia la loro catalogazione, che se anche suggerita dal costruttore, non è detto che possa essere applicata dal B.N.P. di Gardone Valtrompia

Infatti il numero consentito in detenzione delle armi catalogate Comuni, Sportive o da Caccia sulla denuncia di possesso è sempre lo stesso di prima, e questo potrebbe creare problemi se non si conosce con sicurezza la catalogazione dell'arma.

Vi sono già fonti legislative che permettono di stabilire in modo abbastanza preciso cosa s'intende per arma da guerra o per arma ad uso civile.
In particolare, si tratta degli articoli 1 e 2 della legge 110/1975 e della legge sull'armamento n°185/1990, con il decreto ministeriale attuativo del 13 giugno 2003.

Come armi da guerra in generale possono essere considerate quelle ad alto potere offensivo (proiettili esplosivi o a raffica ecc.) e anche a seconda della lunghezza del bossolo (es. cartucce per pistola calibro 9x19); va da sè che le suddette armi (almeno in Italia) non si trovano in armeria e in ogni caso non possono essere vendute a civili se non illegalmente, pertanto il problema per il cittadino non sussiste; altra cosa invece per la malavita organizzata e i terroristi, i quali si servono di altri canali per acquistare le armi e trovano pure queste.
Vi è una "Provvidenziale" del Ministero dell'Interno, disposizione introdotta nel decreto legislativo 26 ottobre 2010 n. 204, che ha stabilito che le pistole semiautomatiche calibro 9x21 risultano civili.

La catalogazione delle armi italiane e quelle importate da Paesi extraeuropei, come ad esempio Turchia, Stati Uniti, Russia, Cina ecc. è di competenza del Banco Nazionale di Prova di Gardone Valtrompia.





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