ARMI PRIMITIVE

Gli uomini che vivevano sul pianeta Terra oltre due milioni di anni fa, erano senza dubbio ben consapevoli di essere gli unici animali a non possedere per natura mezzi idonei per cacciare o difendersi.
Nonostante la sua storia sia tanto antica, l'uomo non ha mai sviluppato o modificato il proprio corpo per renderlo completo di mezzi autonomi di difesa e di offesa e di conseguenza non ha mai potuto fare a meno di utilizzare degli oggetti per sopperire a queste sue gravi carenze.
Le prime rudimentali armi che aveva imparato a costruirsi, con il tempo furono modificate in modo da diventare sempre più efficienti, aiutandolo nella lotta per la sopravvivenza.
L' uomo primitivo imparò molte cose osservando gli animali e visto che i felini possedevano unghie affilate per sbranare le loro prede, comprese che un tagliente poteva essere usato per lo stesso scopo.
Osservando certi uccelli notò che un oggetto appuntito come il loro becco poteva servire per infilzare una preda come un pesce o altro.

Per rompere il guscio duro che racchiudeva certi frutti forse dapprima tentò di utilizzare il sistema di quegli uccelli che lasciavano cadere il frutto dall'alto, in modo che nell'impatto col suolo si rompesse, ma l'uomo, non potendo levarsi in volo, provò semplicemente a gettare a terra con violenza il futto, ma spesso ciò non bastava, così cominciò a batterlo con un sasso e in seguito col passar del tempo ideò il primo rudimentale martello.
Tutti gli attrezzi che aveva cominciato a costruire pian piano subirono delle migliorie, diventando sempre più efficienti.
La necessità e il pericolo maggiore erano sempre quelli di poter cacciare o difendersi evitando il corpo a corpo, in ogni caso molto pericoloso sia con gli animali sia con i suoi simili.

La necessità si fece ingegno e l'uomo cominciò a modificare le pietre in modo da ottenere oggetti che tagliassero.
Ma fu davvero in pietra la prima arma costruita dagli uomini primitivi o non sarà stato invece un robusto ramo o un osso della gamba di un grande animale?
Senza dubbi ossa e legni furono tra i materiali più usati, di certo prima che venisse modificata una pietra per ottenere la punta di una lancia, la lama di un coltello o il tagliente di un'ascia.
Questo perché ossa e legno erano materiali molto più facilmente lavorabili, rispetto alla pietra ed era più agevole modificarne la forma.

Di quell'arcaico passato sono giunti a noi solo reperti in pietra, materiale resistente al trascorrere inesorabile dei milioni di anni che ci separano dalla preistoria, pertanto gli attrezzi dell'epoca che capita di vedere completi di impugnatura in legno, sono ricostruzioni per far comprendere meglio all'uomo moderno le forme e le (presunte) tecniche costruttive preistoriche.

Ancora oggi quando ci troviamo in un bosco o in un luogo naturale, ma isolato, la prima cosa che ci viene in mente è procurarci un bastone, che ci può essere utile perché magari il terreno è scosceso, mentre nel nostro inconscio riaffiora l'atavico bisogno di sicurezza dell'uomo primitivo, che cercava di procurarsi un'arma per potersi difendere da un possibile incontro indesiderato; ecco che, seppur inconsapevolmente, stiamo semplicemente tornando indietro nel tempo.



Senza alcun dubbio l'uomo primitivo avvertì la necessità di attrezzi più idonei e più robusti del legno o delle ossa, per procacciarsi il cibo e per costruire altri manufatti e cominciò ad usare la pietra.
Naturalmente ne cercò un tipo che per la sua forma si addicesse meglio all'uso che ne intendeva fare.
In un primo tempo gli bastarono semplici sassi arrotondati dall'azione dell'acqua nei fiumi; andavano bene per per frantumare radici o semi in modo da potersene cibare.






Notò di certo che alcuni tipi di pietra erano per natura già taglienti e cominciò ad operare una scelta fra di esse.
Si dice che la selce fosse la più usata, anche se non è presente in ogni luogo, pertanto non fu l'unico tipo adoperato.




Passo dopo passo, l'uomo affinò le sue tecniche e gli attrezzi cambiarono forma, prendendo via via l'aspetto di oggetti ancora in uso ai nostri giorni; allora naturalmente erano piuttosto rozzi, ma sostanzialmente molto simili a quelli odierni: martelli e coltelli nacquero dall'idea di intrecciare filamenti vegetali per legare sassi e pietre taglienti ad un bastone o ad un osso lungo.

Con l'invenzione di questi oggetti di uso comune nella vita dell'uomo primitivo, nacquero le prime armi.


Mazze e Scuri

Mazze e scuri sono state forse le prime armi costruite dall'uomo.
Potevano anche essere lanciate per colpire animali o nemici, però poi non si potevano recuperare immediatamente e questo era un problema non indifferente, perché se si trattava di un nemico, lo stesso poteva a sua volta servirsene.


Questi attrezzi sono costituiti da pietre lavorate accuratamente limandole su altri sassi fino a modellarle nella forma desiderata.
Poi queste pietre venivano fissate a manici in legno, legandole con corde vegetali, tendini o strisce di pelle.
Capitava anche di trovare una pietra provvista di un foro naturale e in questo caso il manico era inserito con il metodo ancora in uso oggigiorno per manicare gli attrezzi agricoli.
Questi arnesi non venivano usati solo come armi per colpire animali e eventuali nemici, ma anche per lavorare altre pietre e naturalmente venivano adoperate anche per tagliare e smembrare gli animali uccisi in modo da poterli mangiare, o ancora per piantare pali e costruire capanne.


La Lancia

In seguito fu ideata la lancia, attrezzo che permetteva di essere scagliato a distanza ed era in grado di ferire mortalmente o di essere usato anche senza lanciarlo: tenendolo in mano costituiva una sorta di prolungamento del braccio e in tal modo era possibile tenere a distanza di sicurezza un animale o un avversario; permetteva di pescare senza entrare in acqua o limitandosi a restare vicino a riva, in modo che anche chi non sapeva nuotare non avrebbe rischiato l'annegamento.

Era composta da un'asta che sulla sommità portava legata una punta che poteva essere in pietra "selce" oppure ricavata da un osso modellato al bisogno.


Queste punte erano di diverse forme: se venivano usate per la pesca erano assai più strette e allungate, generalmente in osso e presentavano ai bordi delle taglienti seghettature che avevano il compito di trattenere la preda.
Per la caccia ad animali più grandi la punta era più pesante per permettere maggior penetrazione.


Con l'andare del tempo si capì anche l'utilità di inserire la punta in maniera che potesse staccarsi con una certa facilità dall'asta, una volta che l'animale o il nemico fossero stati colpiti; in questo modo la punta rimaneva nel corpo, facilitandone il dissanguamento e la conseguente morte.
Per catturare grosse o pericolose prede, si ricorreva ad un trucco: si scavava una buca profonda dove di solito vi era il passaggio dell'animale, si ricopriva con sterpi per mascherarla e si metteva sopra questi un'esca.
In questo modo l'animale finiva nella buca e veniva ucciso senza rischiare troppo.
Poi si scoprì che mettendo dei paletti appuntiti sul fondo della buca si otteneva una trappola mortale, senza che fosse necessario alcun altro intervento diretto dell'uomo.


Il Boomerang

In certe zone l'ambiente aperto e privo di nascondigli, rendeva difficile la cattura delle prede.
Ovviamente gli animali erano molto diffidenti e si accorgevano subito del pericolo, riuscendo spesso a fuggire, perciò occorreva un'arma che potesse raggiungere il bersaglio anche da lontano.
L'uomo si ingegnò a costruire attrezzi che potessero facilitarlo nella caccia e a seconda delle terre che abitava e del tipo di materiale che aveva a disposizione, furono ideate armi di tipo diverso.

Nella terra che oggi chiamiamo Australia, i nativi Aborigeni idearono il boomerang, arma alquanto strana perché in grado di tornare al cacciatore se non veniva colpito il bersaglio, così almeno non si perdeva l'arma.
La sua forma molto probabilmente fu ideata per caso, dall'osservazione che lanciando un pezzo di legno piatto e ricurvo, esso roteava e ad un certo punto invertiva la traiettoria tornando al lanciatore.
E' un'arma da lancio idonea sia per la caccia che per la difesa.
Essendo realizzati in legno, gli strumenti preistorici non sono giunti fino a noi, tuttavia ne restano testimonianze in alcune pitture rupestri, molto note quelle del parco nazionale di Kakadu (vedi foto qui sopra).

La tradizione di realizzare boomerang si è tramandata di padre in figlio ed è tuttora viva fra gli Aborigeni australiani e si basa ancora sulle caratteristiche di quell'antico prototipo.

Oggigiorno la maggior parte dei boomerang è realizzata per i turisti; sono accuratamente rifiniti e sovente anche vivacemente decorati, ma non hanno sempre la forma idonea che permetta loro di tornare indietro, ma poco importa: nella maggior parte dei casi il turista si limiterà a metterlo in bella mostra nel salotto di casa.


Una vecchia foto del 1930 che ritrae un gruppo di aborigeni armati dei loro boomerang che , come si può osservare, sono ben diversi dai boomerang "per turisti".



Finalmente in possesso di asce, lance, coltelli ed altri strumenti da lancio, l'uomo poteva contrastare meglio l'aggressione delle tribù rivali o quelle di animali feroci ed era in grado di procurarsi più facilmente un cibo diverso dai frutti che la terra offriva.
Fu un grande passo avanti per la storia dell'uomo.




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INTELLIGENZA
un'arma naturale


L'uomo primitivo possedeva un’unica arma naturale: il cervello.
Anche se non sembra, esso veniva usato molto di più rispetto ad oggi, anche se le soluzioni ottenute erano più rudimentali ed empiriche.
Oggi si reputa qualcuno intelligente perché sa utilizzare attrezzi sofisticati, ma se non ci fosse il libretto di istruzioni saremmo davvero sempre in grado di capire come si usa ciò che abbiamo comperato?
Il nostro cervello attuale sembra aver avuto una regressione, perché oramai la maggior parte degli esseri umani si limita all’acquisto degli attrezzi necessari ad un certo scopo, anche dei più semplici e banali e quando ne è sprovvisto non è in grado di costruirsene o di trovare metodi alternativi per raggiungere il suo scopo.
Quanti oggi, solo per fare un piccolo esempio, saprebbero accendere un fuoco senza fiammiferi o accendini?
L’uomo preistorico dunque ci dimostra che nonostante i grandi pericoli che minacciavano la sua esistenza non si estinse proprio perché aveva saputo fare di necessità virtù, mentre oggi invece si tende a fare solamente necessità virtuale.

Le origini dell'uomo
Se prendiamo in considerazione il fatto che ogni animale possiede dei mezzi di difesa naturali, che si tratti di zanne, artigli, corazze, velocità nella fuga, mimetismo e altro ancora, salta subito all’occhio come l’uomo non possieda alcun mezzo naturale che lo aiuti nel procacciarsi il cibo e nel difendersi.
L’uomo dunque non sembra proprio un essere originario “di questa terra” e resta un mistero da dove sia sbucato; una spiegazione esauriente e logica non è ancora stata trovata, nonostante che i ricercatori si sforzino di mettere in campo nuove teorie, quasi sempre l’una contraria all’altra; a dire il vero non siamo stati in grado di cavare un ragno dal buco.
Quando si parla di uomini primitivi e di età della pietra sorge spontaneo un interrogativo, in quanto per semplice deduzione si potrebbe intendere che l’apparizione dell’uomo sulla terra sia stata repentina.
Qualcuno fa apparire il primo essere umano di punto in bianco: eccolo lì, nudo, come se si trattasse di un naufrago su un’isola deserta senza nulla se non le sue mani.


Un uomo già adulto però, perché fosse stato un neonato cosa avrebbe potuto fare?


Qualcun altro parla dell’uomo come di un essere proveniente dall’evoluzione della scimmia, ma anche se così fosse qualche cosa non quadra; per esempio come si spiegherebbero le diverse razze umane? E poi le scimmie ancora oggi hanno sempre lo stesso aspetto e anche se sono animali che possono manipolare oggetti perché possiedono dita prensili e soprattutto il pollice opponibile, non si sono evolute in altro modo, magari perdendo il pelo o cambiando fisionomia o costruendo manufatti, o sviluppando capacità artistiche; non hanno mai imparato a scrivere, a costruire mattoni, ad accendere il fuoco…
A meno che l’uomo sia invece derivato da una scimmia “speciale” già programmata per un’evoluzione rapida.
E visto che ai nostri giorni sono possibili manipolazioni genetiche si potrebbero fare anche altre ipotesi, ma questa è un’altra storia che forse un giorno ci verrà dato di conoscere.

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