EVOLUZIONE DELLA POLVERE DA SPARO

La polvere Pirica o Polvere nera
A chi debba essere attribuita con assoluta certezza dell'invenzione della polvere da sparo, è ancora quasi un mistero.
la sola cosa certa è che diversi popoli hanno rivendicato questa scoperta.
Alcuni manoscritti cinesi risalenti al VIII e IX secolo parlano di un miscuglio di salnitro zolfo e carbone con cui si otteneva una polvere infiammabile che veniva usata durante le ricorrenze importanti per creare fantasmagorici effetti che illuminavano il cielo notturno: i fuochi d'artificio-
Fu usata anche per la costruzione di rudimentali proiettili incendiari.

In seguito i Mongoli, durante il tentativo d''invasione del Giappone, cominciarono ad usare questo miscuglio su larga scala; serviva prevalentemente come propellente per lanciare proiettili , caricando le canne di bambù con polvere da sparo; in pratica era nato l'antenato del fucile ad avancarica.

Poi le macchine da guerra, attraversando tutto l'Oriente, nel XIII secolo giunsero fino in Europa.
Forse furono i Mori i primi a riempire di polvere da sparo delle palle, che poi catapultavano verso il nemico.



Il monaco tedesco Bartold Schwartz è indicato come il reale inventore della polvere da sparo, nel 1300, ma già cinquant'anni prima, nel 1250, Marcus Grecus descrive nel suo "Liber Ignum" la polvere da sparo.
Probabilmente questo "Liber Ignum" è la traduzione di un'opera araba ,che contiene alcune ricette per realizzare diversi composti esplosivi.






Ruggero Bacone dal 1257 al 1267 studiò i fenomeni esplosivi e scoprì che se la polvere veniva racchiusa in un contenitore di metallo, pruduceva più potenza deflagrante.
Le varie formule vennero ancora modificate in seguito, fino a che gli Inglesi trovarono il dosaggio migliore dei componenti di questa polvere, ottenendo un risultato ottimale.






Forse solo allora questo miscuglio prese il nome di Polvere Nera, nome che ancora oggi conserva.
Purtroppo però durante il trasporto i componenti della polvere tendeva a separarsi ; per ovviare a questo inconveniente, dopo la mescolatura dei componenti si procedeva ad un'operazione chiamata "perlatura", che consisteva nel bagnarla con alcool e lasciarla successivamente asciugare; questo procedimento provocava l'agglomerazione della polvere.
Si procedeva poi a frantumarla nel mortaio riducendola in granell

In seguito si scoprì che passando questi granelli nella grafite si otteneva un prodotto molto meno sensibile dall'umidità.
Infatti la polvere nera fino ad allora prodotta tendeva, se inumidita, a non essere più utilizzabile e specialmente in ambienti come le stive delle navi, o in periodi molto piovosi questo poteva essere un guaio serio.

Di chiunque sia stata la paternità della sua invezione, la Polvere Nera diede una svolta decisiva alla costruzione di nuove armi sempre più potenti e a guerre sempre più distruttive.

Però non tutto deve considerarsi solamente sotto il profilo militare, infatti si cominciò ad usare la polvere nera anche per lavori minerari, e questo aprì altre frontiere alla tecnologia, che permisero di costruire strade, gallerie e altre opere di utilità per la società in crescita.
Oggi gli esplosivi, sia quelli per uso civile che quelli per uso militare, sono molto cambiati; sono certamente più potenti e più sicuri nel loro maneggio e questo permette migliori risultati tanto in campo minerario, quanto in quello militare.

La scoperta della polvere infume

Nel 1884 Paul Vieille costruì la prima polvere senza fumo; tale polvere fu denominata "polvere B o polvere bianca.
La sua composizione Collodio e nitrocellulosa impastati con metanolo e etere è tre volte più potente della polvere nera e non produce più nuvole di fumo per il fatto che i prodotti della sua combustione sono prevalentemente gassosi.
Fu subito adottata in campo militare dai francesi.

La Balistite


Alfred Nobel nel 1887 mentre viveva a Parigi costruì e brevetto la Balistite, composta da parti uguali di nitroglicerina e nitrocellulosa co l'aggiunta del 10% di canfora; ma era molto instabile perchè tendeva alla evaporazione prodotta dalla canfora che reagisce con i prodotti acidi.
Nobel cercò di fare adottare questo esplosivo al governo francese; ma il governo francese rifiutò perché aveva già adottato la polvere "B".
Però il governo italiano comprò i diritti da Nobel e così con i proventi pervenutigli da un contratto con il governo italiano per un ordine di 300.000 Kg. di Balistite il 1° agosto del 1889 Nobel apri una fabbrica ad Avigliana Torino (TO).

La Cordite

Nel 1889 due chimici inglesi James Dewar e Frederick Abel, che modificando la Balistite,svilupparono e produssero nel Regno Unito la Cordite, un esplosivo a base di nitroglicerina, nitrcellulosa e oli minerali; Il suo nome deriva dal fatto che si presenta sottoforma di fili o cordicelle.
Venne subito impiegata per le cariche di lancio nelle armi da fuoco sia portatili che nelle artiglierie pesanti navali.
Però la sua composizione chimica era tanto simile alla Balistite inventata da Alfred Nobel, che lo stesso fece causa ai due chimici inglesi per sottrazione di brevetto; ma perse la causa.

La Solenite

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale i fucili migliorarono per merito di Carcano e Parravicini e così fu costruito il famoso "91".
Occorreva però un'esplosivo potente e progressivo; così nel 1891 il Regio Polverificio sul Liri costruì la Solenite; specificamente usata come propellente per le cartucce del famoso Carcano 91.
Composta da piccoli tubetti forati di colore variabile dal marroncino chiaro a scuro.
Il foro centrale in questo tipo di polvere garantiva una combustione sia all'esterno che all'interno rendendola appunto progressiva e così garantendo una velocità molto maggiore nel proiettile 661 m/s.

Polveri moderne



In seguito queste polveri sono state sostituite da propellenti sintetici sempre più potenti, per esempio gli esplosivi "IMR" Improved Military Rifle e il WC844 Ball Propellent, ancora usate ai giorni nostri.






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