PRIME ARMI
ad espulsione di proiettile

Sono armi destinate a colpire da lontano perché in grado di lanciare un proiettile qualsiasi, come un sasso, un dardo o una freccia.
Queste armi all'inizio servivano prevalentemente per la caccia, cioè per il sostentamento dell'uomo.
Naturalmente i diversi popoli hanno ideato le loro armi in base ai materiali di cui disponevano e in certi casi ancora oggi alcune tribù usano questi antichi sistemi.

La Cerbottana e il curaro
Alcuni popoli che avevano canne a disposizione in natura, idearono la cerbottana, strumento che permetteva di lanciare con precisione un piccolo dardo per colpire da lontano un animale o un nemico. Non era però sufficiente a fermare un animale di grosse dimensioni.
Questi popoli della foresta amazzonica, come ad esempio gli Yanomami, notarono che in alcuni tipi di liana era presente una sostanza che, a contatto con una pur piccola ferita, entrava prontamente nel circolo sanguigno e provocava rapidamente il blocco totale della respirazione poiché fermava la trasmissione nervosa e di conseguenza sopraggiungeva la morte.
Intuendo l'importanza della loro scoperta, gli indigeni cominciarono a sperimentare la lavorazione del vegetale, giungendo a definire un ben preciso procedimento, che permetteva di ottenere un liquido viscoso e letale nel quale bagnavano le punte dei dardi.
Questa sostanza nelle lingue locali era chiamata "kurari" o "woorari", da cui deriva il nome "curaro" attribuitogli dai primi esploratori occidentali.
Non viene assorbito dall'intestino ed è questo il motivo per cui gli indigeni si cibano ancora oggi senza problemi della carne di animali uccisi con frecce bagnate nel curaro.
Per il suo modo di agire, il curaro non può essere definito un veleno

Attualmente in medicina il curaro viene utilizzato per indurre il coma farmacologico, però il paziente deve essere collegato ad apposite apparecchiature che provvedono alla respirazione assistita forzata, altrimenti ovviamente morirebbe.

Alcune tribù che vivono ancora ai nostri giorni in modo primitivo usano la cerbottana sia per la caccia che per difesa.
La cerbottana è composta da un tubo ricavato dalle canne e levigato nel suo interno; quest'arma può essere lunga anche più di un metro e la sua precisione è indiscutibile.
I dardi sono costruiti in legno leggero, la punta è generalmente ricavata dallo stesso legno; è molto tagliente ed acuminata.









In medicina il curaro viene attualmente usato per indurre il coma farmacologico, però il paziente deve essere collegato ad apposite apparecchiature che provvedono alla respirazione assistita, altrimenti ovviamente morirebbe.

Nella parte inferiore del dardo vengono arrotolate fibre vegetali, questo per ispessirlo a sufficienza così che otturando la canna in modo giusto e potendo nel contempo scorrere in essa, può essere espulso con violenza per mezzo di un soffio potente.
Come già detto per rendere più letale il dardo, la sua punta veniva immersa nel curaro oppure si avvolgeva intorno ad essa una foglia imbevuta di questa sostanza.

Non si può escludere che in seguito fu proprio la cerbottana che diede l'idea per costruire la prima arma da fuoco, in quanto era costituita da una canna e la propulsione che produce la fuoriuscita del dardo praticamente era un gas, cioè l'aria compressa prodotta dai polmoni di chi la utilizzava.


L'Arco

Quest'arma diede una svolta decisiva alla storia.
Dalla sua scoperta in poi l'uomo poteva colpire a distanza in modo altamente efficace e letale.
Quando e come sia stato ideato in realtà non si sa; i popoli di varie parti della terra conoscevano l'arco e la differenza di forma, lunghezza e modo di essere costruito lascia pensare che sia stato inventato anche senza che abbiano avuto contatti fra di loro e quindi senza che abbiano preso spunto gli uni dagli altri.
Pertanto si può intuire che l'arco sia stato ideato per il puro ingegno dei diversi popoli e proprio per la necessità di avere un attrezzo che potesse colpire da lontano.
Infatti fu la prima arma in grado di espellere proiettili che non facevano parte dell'arma stessa e pertanto se ne potevano avere in dotazione un gran numero: le frecce.
L'arma propriamente detta, cioè l'arco, non si perdeva come capitava con la lancia o la scure e si potevano sostenere con meno rischio la caccia di un animale pericoloso o una battaglia, in quanto si avevano a disposizione più proiettili, le frecce, e anche se si sbagliava un colpo, questo si poteva ripetere restando a distanza di sicurezza.

A causa della potenza di questa nuova arma non era necessario ricorrere a sostanze letali con le quali bagnare la punta delle frecce ed in tal modo l'utilizzatore non rischiava di ferirsi accidentalmente con conseguenze mortali per se stesso.

L'arco può essere costruito utilizzando vari materiali per le diverse parti che lo costituiscono: legno, tendini di animale, corna.
L'arco costituito da diversi materiali è definito "composito" e forse è il più robusto e potente perché offre un'elasticità duratura nel tempo e una velocità maggiore nello scocco della freccia.
Ancora oggi parecchie tribù usano quest'arma per cacciare.
L'arco usato da questi uomini ha varie fogge, alcuni sono molto corti e adatti a essere usati nelle foreste intricate dove lo spazio o la posizione del tiratore sarebbe compromessa se l'arco fosse lungo.
Dove gli spazi lo consentono l'arco può essere più lungo, la differenza sta anche nella forza per tenderlo; l'arco lungo consente una leva vantaggiosa pertanto è più morbido, quello più corto, a parità libbraggio sarà più duro da tendere.

Il popolo degli Sciiti aveva archi corti che addirittura potevano essere alloggiati nella stessa faretra insieme alle frecce.
Nei paesi nordici i vari popoli usavano archi molto lunghi proprio perché il loro territorio permetteva l'uso di questo tipo d'arco.

Osservando gli uccelli l'uomo capì che non giravano su se stessi come trottole, ma mantenevano tranquillamente l'assetto e la direzione voluta grazie alle penne, così vennero aggiunte alle frecce proprio le penne, per avere una maggior precisione e tenuta della direzione.

Con l'invenzione dell'arco si può dire che sia stata inventata anche la molla.
Usufruendo di questo principio in seguito non fu difficile ideare altre armi più potenti, come la balestra e la catapulta.


La Frombola e la Fionda

L'invenzione della Frombola è da attribuirsi probabilmente ai popoli della Grecia e del Nord Africa.
Era costituita da due strisce di cuoio lunghe circa 120 centimetri le quali si univano a una striscia più larga (circa 5 centimetri) e lunga 15 che fungeva da contenitore capace di contenere una pietra o una palla di piombo.
Una delle strisce di cuoio era legata al polso del tiratore, mentre l'altra era libera.
A frombola carica, entrambe le strisce venivano tenute nella mano stretta a pugno, poi si imprimeva un senso rotatorio all'attrezzo, si prendeva la mira e si rilasciava di colpo la striscia libera.
La velocità centrifuga unita allo slancio del braccio faceva sì che la pietra o la palla venissero proiettate a grande distanza e con molta violenza.
Quest'arma serviva sia per la caccia, sia in battaglia; se colpiti era letale, una testimonianza della sua potenza si ha nella storia biblica di Davide e Golia.

Invece l'attrezzo costituito da un ramo biforcato (quindi a forma di Y) al quale sono collegati due elastici uniti nel mezzo da un pezzo di pelle che serve a trattenere il proiettile prima del lancio, è stato inventato molto tempo dopo ed è la fionda, praticamente come la conosciamo oggi.





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