COMPONENTI, ACCESSORI, ATTREZZI DI BASE
per arcieria


Le frecce
Si compongono di 4 parti: l'asta, che è il corpo della freccia; la cocca, che è la parte terminale ad intaglio che permette di inserire la freccia sulla corda; le penne o alette, che si trovano nella parte posteriore della freccia e servono come stabilizzatori di volo; la punta, che generalmente è di ferro o acciaio.

In commercio si trovano moderne frecce con l'asta in alluminio o in carbonio, con penne in plastica, ma la freccia per antonomasia è la tradizionale, classica freccia in legno di cedro dell'Oregon, con penne naturali.
E' anche da tener presente che le penne in plastica, anche se costruite con i materiali più innovativi, sono più pesanti delle penne naturali.
Chi è arciere nell'anima amerà tanto le frecce in legno e impennaggio naturale, quanto avrà avversione per quelle di alluminio o carbonio e impennaggio in plastica.
Inoltre c'è un importante motivo per preferire frecce in legno con penne naturali: siccome può succedere che si spezzino urtando contro un sasso o un qualsiasi ostacolo, quelle in carbonio rilasciano frammenti che, oltre a non essere biodegradabili, possono infilarsi come schegge nelle zampe di un animale che li calpesti o di una persona che metta le mani sul terreno.
Se perdete una freccia in legno e penne naturali, dopo un po' marcirà e diventerà humus; quelle di altri materiali resteranno sempre lì.

Non c'è una lunghezza unica per le frecce, ma essa dovrà essere uguale all'allungo dell'arciere, che è la distanza fra la mano che impugna l'arco e la corda tesa dall'altra mano, posizione che l'arciere deve essere in grado di mantenere per una decina di secondi senza far tremare l'arco; a questa misura vanno aggiunti 3 centimetri, dati dalla punta della freccia, che ad arco teso deve sporgere dall'arco stesso.
Per le frecce da caccia la lunghezza andrà aumentata in relazione alle dimensioni della punta.
L'allungo si modificherà man mano che si imparerà ad usare l'arco in modo corretto.
Quando il vostro allungo massimo si sarà stabilizzato allora procederete a farvi delle frecce di giusta misura; con tutta probabilità vi accorgerete che le vecchie frecce sono oramai troppo corte; non vi resta che prepararne di nuove.

L'estremità della freccia a contatto con la corda deve essere provvista di cocca, un apposito intaglio nel quale si incastrerà la corda stessa; anticamente veniva realizzata praticando una fessura all'estremità dell'asta.
Oggi si usano cocche in plastica da calzare sull'asta, incollandole; se ne trovano di svariati colori e anche di tipo fluorescente, utili perché facilitano il ritrovamento delle frecce eventualmente andate fuori bersaglio, che diventano ben visibili anche in condizioni di scarsa luce.
La cocca deve incastrarsi nella corda con un leggero click, pertanto se la corda risulta troppo sottile e la cocca tende a scivolare, si può aumentare il diametro della corda con qualche giro di carta adesiva (quella usata dai carrozzieri); molto meglio arrotolando sulla corda del filo per serving, reperibile nei negozi di arcieria.

Le penne (o alette) vengono utilizzate in numero di 3 per ogni freccia.
Si possono realizzare usando penne che magari troviamo in natura; gli uccelli fanno la muta del piumaggio ogni anno e se siamo fortunati potremo trovare penne di rapaci diurni; molto adatte sono però quelle più casalinghe di oca o le bellissime penne di tacchino (quelle delle razze tradizionali, a barrature grigie e crema); si utilizzano le penne remiganti delle ali.
Indubbiamente però è molto più pratico acquistarle; si trovano nei colori naturali o, per chi le preferisce, colorate in tinta unita, barrate, striate, ecc.
Sono già preparate e tagliate in varie forme; le più utilizzate sono quelle a parabola o a scudo.
La lunghezza varia dai 2" (2 pollici, in arceria, per convenzione, si va a misure inglesi) fino a quelle più lunghe.
Le penne corte stabilizzano poco; le più usate sono le 4 e le 5 pollici.
Se ne trovano di varie marche; molto usate sono le Gateway, ma a mio avviso le migliori sono le Trueflight, anche se un po' più costose; sono più morbide, ma nonostante ciò sono molto resistenti e sono meglio rifinite nella parte del calamo rispetto alle Gateway.


Le penne vanno incollate all'asta suddividendone il diametro esattamente in 3 parti.

Per compiere con estrema facilità l'operazione di impennaggio conviene munirsi di un comodissimo attrezzo chiamato impennatore.
Per l'incollaggio si utilizzano appositi adesivi in tubetto; la presa richiede circa 10-15 minuti; c'è chi utilizza adesivi cianoacrilici a presa pressoché istantanea, ma nel tempo non garantiscono la stessa tenuta.
Una volta incollate le penne all'asta, fate sempre una legatura alla base delle penne, utilizzando del comune filo da cucito n°16.
Vi basterà applicare poca colla sull'asta e dare 5 o 6 giri di filo ed infine rifinire con una goccina di colla; in tal modo eviterete che le penne che dovessero accidentalmente staccarsi durante un tiro, vi si infilzino, molto dolorosamente, alla base del pollice.

Uso dell'impennatore



Una volta montate la frecce, è necessario incerare il legno, utilizzando una cera tradizionale per mobili o pavimenti in legno (cera d'api o cere vegetali tipo carnauba; no prodotti spray, cere al silicone, ecc.).
La cera va stesa con un panno in uno strato sottile; dopo averla lasciata asciugare per qualche minuto, le frecce vanno lucidate con uno straccio pulito.
Questa operazione le protegge dall'umidità e dal lato puramente estetico le rende più belle, conferendo un colore leggermente ambrato ed evidenziandone la venatura naturale.



Le punte
Si trovano in commercio punte per freccia di ogni tipo; ci sono quelle cosiddette "storiche" molto usate nelle rievocazioni medioevali, che riproducono quelle in uso a quei tempi.
L'arciere che non ha interesse per le rievocazioni storiche utilizza punte di altro genere.
Ve ne sono di adatte al solo uso su frecce in legno e ve ne sono per le frecce di alluminio o al carbonio.
Qui prenderò in considerazione solo quelle per legno.

Alcune punte vengono utilizzate soprattutto per il tiro al bersaglio.
Se ne trovano di varie forme: ad ogiva o variamente sagomate.
Le più adatte per il tiro alla sagoma tridimensionale sono le "Top Hat 3D"; si piantano bene, ma possono essere estratte con facilità e non provocano eccessivo danno alle sagome.




Il materiale più usato è il ferro brunito, ma si trovano anche cromate, in ottone e in acciao inox.
Per l'installazione di alcuni tipi di punte, che hanno l'interno leggermente conico, è necessario utilizzare un apposito tempera-aste, per consentire alla punta di calzare bene, con queste punte è inoltre indispensabile usare l'apposito adesivo.
Molto migliori sono le punte cosiddette "parallele" caratterizzate dal foro cilindrico e filettato, così che le aste non devono essere temperate e non serve nemmeno la colla; queste punte una volta calzate verranno semplicemente avvitate, utilizzando un paio di pinze per controllare il corretto serraggio.
Qualunque punta si decida di utilizzare, è bene ricordare che devono essere di qualità.

La corda
La corda è un elemento fondamentale dell'arco; nei tempi passati era costruita con fibre vegetali come lino e canapa o con tendini di animali; oggi si usano filati sintetici, come il Dacron, adattissimo per la grande maggioranza degli archi tradizionali, oppure materiali all'avanguardia, come ad esempio Kevlar, Dyneema, e l'assai diffuso Fast Flight, adatti ai moderni ricurvi e ai compound.

Per l'arco Ragim di cui stiamo parlando vanno tassativamente utilizzate corde in Dacron-B50; quelle di ultima generazione, potrebbero danneggiarlo, in quanto non hanno l'elasticità indispensabile per questo tipo di arco.
Per costruire le corde ci vuole un attrezzo particolare, che si trova in vendita a prezzi intorno ai 150-180 euro, ma che, avendo la manualità necessaria, può essere autocostruito con una spesa di pochi euro.
Ad ogni modo si trovano in commercio corde già pronte di tutte le lunghezze e composte da un numero di fili variabile.
La scelta del numero dei fili dipende dal libbraggio dell'arco.


Corda in Dacron B50
  • 10 fili per archi fino a 30 libbre
  • 12 fili per archi da 30 a 40 libbre
  • 14 fili per archi da 40 a 50 libbre
  • 16 fili per archi da 50 a 60 libbre
  • 18 fili per archi superiori a 60 libbre

Di solito i negozi di arcieria hanno un laboratorio annesso e vengono praparate corde su richiesta.
Gli arcieri alle prime armi che intendono farsi preparare la corda devono prestare attenzione, perché, purtroppo, ci sono negozianti che vi consigliano corde con un numero di fili eccessivo rispetto al libbraggio dell'arco; ricordate che troppi fili=perdita di velocità in chiusura (cioè la freccia esce dall'arco a minor velocità).
Inoltre una corda troppo grossa può danneggiare i tips dei flettenti (la parte finale a cui si aggancia la corda).

Può darsi che durante l'apprendimento si consumi il serving (l'avvolgimento della parte centrale della corda ) nel punto dove sfrega sul parabraccio, ma questo è un problema marginale, in quanto non comporta nulla di grave, potendo essere rifatto con facilità.
Quando poi si tirerà senza far toccare la corda sull'avambraccio, come già detto non occorrerà più il parabraccio e di conseguenza il serving non si consumerà più.

Se il serving risulta di diametro troppo piccolo per le vostre cocche potete ovviare a questo inconveniente avvolgendo con un giro o due l'incocco con del nastro adesivo di carta (quello usato dai carrozieri); ricordarsi anche che un incocco troppo duro falsa il tiro.

Se il serving del vostro arco si rovina, potrete certamente farlo sostituire rivolgendovi ad un negozio di arcieria, tuttavia un vero arciere provvede da sè alla manutenzione dell'arco.
Costruire il serving sull'attrezzo per fare le corde non è consigliabile, perché quando si attorciglierà la corda, il serving si allenterà con il rischio di rovinare i fili della corda durante l'uso.
Il modo migliore per realizzare il serving consiste semplicemente nel tendere l'arco, fissandolo poi su un tavolo con delle pinze, quindi con l'apposito porta bobina si procede alla costruzione del serving.
Bisogna ricordarsi che per fare un buon serving che non scivola sulla corda e non si allenta è necessario che la corda sia già attorcigliata e tesa nel modo giusto, cioè già pronta sull'arco, così facendo si otterrà un servig molto durevole e preciso.
I due filmati che seguono mostrano molto bene come procedere.







Inceratura della corda
Dopo aver montato la corda sull'arco e prima di iniziare a tirare è indispensabile incerare la corda, passandovi su e giù e più volte una delle apposite cere in stick; bisogna poi strofinare le dita lungo la corda stessa, in modo che la cera si scaldi leggermente e si distribuisca bene, impregnando in questo modo i fili che la compongono, così che si compatteranno insieme; naturalmente non bisogna eccedere con la quantità.
A lavoro finito la corda deve risultare solo lievemente appiccicosa al tatto.
Questa operazione va ripetuta periodicamente ed è una normale manutenzione ogni qual volta la corda ci sembri troppo "secca"



Montaggio della corda sull'arco e brace-height
Per montare la corda sull'arco si procede come segue:
La corda possiede due anelli, uno di essi è più piccolo, questo anello va sistemato nell'apposita sede che si trova all'estremità del flettente inferiore dell'arco, poi afferrando con due dita la corda appena più in basso dell'altro anello, se l'arco è destro si inizierà a torcere la corda con movimento rotatorio verso destra, dandole un po' di giri.

Il brace-height è la distanza che intercorre tra la corda e l'arco, misurata sul punto di pressione della mano sull'impugnatura.
Questa distanza agisce direttamente sulla potenza effettiva dell'arco e di conseguenza sulla risposta della freccia.
Pertanto si dovranno fare delle prove per raggiungere il brace-height adatto, misurando con un metro la distanza dall'interno dell'impugnatura dell'arco, fino alla corda; se il brace-height si dovesse aumentare, si dovranno dare ulteriori giri di torsione alla corda; per diminuirlo si procederà a "svolgere" la corda, dando alcuni giri in senso contrario a quelli dati per attorcigliarla.
Nel caso di un arco ricurvo corto come il Ragim Taiga (solo 48"), il brace-height non deve essere inferiore a 15 cm. o se preferite 6", quando la distanza sarà esatta lasciate l'arco carico e magari provate a tenderlo ogni tanto nel giro di un paio d'ore, poi ricontrollate se la distanza è ancora a posto, nel caso contrario liberate la corda dal flettente superiore e date, o togliete, qualche giro di torsione, poi riagganciatela.
Naturalmente se l'arco è sinistro si torcerà la corda in senso antiorario.
Per capire se il brace-height è corretto, non è sufficiente affidarsi alle misurazioni, bisogna anche imparare ad "ascoltare" l'arco.
Infatti il rumore che l'arco produce in chiusura, cioè quando si scocca la freccia, è già un primo segnale della correttezza del brace-height.
Il suono non deve essere troppo cupo o "molle", ma non deve essere nemmeno troppo acuto e "secco" e "legnoso"; deve essere un suono armonico e leggermente "soffiato".
C'è anche un attrezzo che serve per misurare il brace-height ed è lo stesso che si utilizza per stabilire il punto di incocco della freccia; lo trovate a fondo pagina.

Per montare la corda sull'arco c'è chi usa un semplice attrezzo chiamato carichino, utile per chi è in possesso di un arco di veramente alto libbraggio o per chi non ha un minimo di forza nelle braccia.
Normalmente un arciere è in grado di montare la corda senza ricorrere al carichino, ma semplicemente posizionando l'arco fra le gambe, compiendo i movimenti corretti, come potete vedere nel filmato che segue.
In internet ci sono molti video che mostrano l'uso del carichino, ma è difficile trovarne di quelli che mostrino come montare la corda senza questo attrezzo.
Questo breve filmato mostra, meglio delle parole, come si procede al montaggio e allo smontaggio manuale della corda senza ricorrere ad attrezzi particolari.





Il punto d'incocco
Solo dopo che si è ottenuta la misura giusta e la corda si sia assestata si potrà procedere a segnare il punto d'incocco, che indica, facilitandolo, il punto dove incoccare la freccia.

La giusta tensione della cocca sull'avvolgimento centrale di protezione della corda (serving) è un elemento importante per scoccare la freccia in modo efficiente.
Infatti se la cocca stringe eccessivamente il serving, nel momento in cui la freccia lascia l'arco, essa perde molta energia, dovendola utilizzare per far sganciare la cocca dalla corda.
Una cocca che invece stringe troppo poco la corda rende più difficile gestire il tiro e a causa della scarsa linearità della spinta sull'asta, potendo per questo generare un volo della freccia disturbato e impreciso.
Per verificare se la cocca stringe la corda in modo giusto è sufficiente incoccare una freccia, poi girare l'arco in modo che la freccia penda verso il basso.
Dando alla corda un colpo, leggero ma secco, a poca distanza dall'incocco, la freccia deve distaccarsi e cadere a terra.
Se cio non accade la cocca e troppo stretta.
Se invece la cocca stringe troppo poco, ha un gioco eccessivo e la freccia cadrebbe a terra senza che noi tocchiamo la corda .

Se la cocca è troppo stretta, dovremo sceglierne di tipo con l'intaglio più adatto alla corda; se invece fosse troppo larga, oltre al cercarne di tipo più adatto, una soluzione è rappresentata dal rifare il serving con un filo di spessore opportuno.

Dopo l'uso ricordarsi di non lasciare mai montata la corda, altrimenti i flettenti saranno sottoposti inutilmente a tensione e si danneggerebbero, perdendo forma ed alasticità.
Non si dovrà però togliere completamente la corda dall'arco; essa andrà sganciarla solo dall'incavo in alto, facendo in modo che l'anello della corda si infili nel flettente, così la corda rimarrà sempre con la giusta torsione perchè non potrà srotolarsi.


Per non permettere alla corda slacciata di scivolare giù lungo il flettente, bisogna munirsi di un reggi-corda apposito.

Esso trattiene la corda per mezzo di un gancetto collegato tramite un elastico a un cappuccio in cuoio o altro materiale, il quale adrà infilato sulla sommità del flettente; ora l'arco è scarico e pronto al riposo.





Il punto d'incocco della freccia sull'arco Taiga Custom viene stabilito dove l'apposito attrezzo è parallelo con la finestra, o in mancanza di questo incoccando la freccia e appoggiandola sulla "finestra" dell'arco: dovrà risultare parallela alla finestra.












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Il guantino
L'arciere deve anche munirsi di un guantino salvadita.
L'atto di tendere la corda provoca una notevole pressione sulle terminazioni nervose delle dita ed inoltre al momento del rilascio striscia sulle dita stesse, provocando inevitabili arrossamenti, soprattutto se si fanno molti tiri consecutivi.
Sono inconvenienti inevitabili, a meno che non si abbiano già le mani tanto callose dal risultare pressoché insensibili.
Proprio per proteggere le dita si fa uso del guantino in pelle più o meno pesante.
Ve ne sono di molti tipi, da quelli che coprono quasi tutta la mano, a quelli che presentano solo delle "mezze dita".



Questi ultimi per esperienza trovo che siano i più pratici; se l'arciere tira solo con due dita, taglierà il dito del guantino che non gli serve; lasciandolo, ingombrerebbe solamente.
Questo tipo di guanto è facile da mettere, non fa sudare la mano e lascia grande libertà di movimento.
Spesso quando si è alle prime armi si tende a scegliere guanti piuttosto spessi, sovente dietro consiglio di quei negozianti che, come si accorgono di trovarsi davanti un novizio, cercano di rifilargli gli articoli che vanno meno.
Un guanto troppo spesso e rigido toglie la sensibilità alle dita e ciò non va bene.
Anche i guanti troppo leggeri, sovente consigliati alle donne, sono poco indicati; saranno magari esteticamente migliori, ma l'arciere va a tirare con l'arco, non va ad un ricevimento.

La faretra
Tutti i popoli arcieri si dotavano di faretre, quanto mai varie per forme e materiali.

Ecco un esempio di faretra dei pellerossa Arapaho.



La faretra è un attrezzo assai utile, perchè permette di trasportare le frecce senza rovinarle e nel medesimo momento permette di averle sempre a portata di mano.
Oggi si trovano in commercio faretre di ogni tipo: da spalla, da fianco e da tasca, in cuoio e in materiali sintetici; è l'arciere che deve decidere quale sia la più indicata per lui.







Ci sono artigiani specializzati che realizzano faretre personalizzate e ci sono molti appassionati arcieri che sfoggiano bellissime faretre di propria produzione.
Vengono utilizzati non solo il classico cuoio, ma anche tela jeans, legno decorato, corteccia di betulla e tutto quanto la fantasia suggerisce.

Se la faretra non dispone già di un fondo rigido e resistente, è importante mettere inserirvi un pezzo di compensato o di altro materiale rigido, in modo che la punta delle frecce a lungo andare non rovini la faretra stessa.




Attrezzo autoscostruito per realizzare la corda dell'arco.



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