GROTTA DI PUGNETTO
Piemonte Val di Lanzo


Siate educati, nelle grotte e nelle miniere abbandonate ci possono essere piccole colonie di pipistrelli, non disturbateli proiettando direttamente su di loro le luci; animaletti che oltre ad essere protetti, sono molto utili perchè si saziano di insetti nocivi all'uomo e sono a rischio di estinzione.




La grotta di Pugnetto è nota fin dal 1800; era frequentata soprattutto da turisti stranieri, in particolare da inglesi.
Ma oggi anche questo interessante sito è stato strumentalizzato e addomesticato togliendogli tutto il mistero che poteva ancora destare.
La solita mania dei vari comuni per attirare turismo per poi piangere se le cose diventano immondezzai; cosa vuol dire tutto quell'abbellimento esterno inutile e costoso; questa grotta l'hanno sempre frequentata speleologi come il sottoscritto senza mai lasciare tracce o qualche cosa di rovinato.

Avvalersi del fatto che la grotta può creare pericolo e chiuderla per salvaguardare i bambini o animali è il massimo dell'idiozia; in centinaia d'anni non si è mai verificato nulla del genere, è il solito garantismo estremo che rende la gente sempre più stupida e il più delle volte serve solo per salvare il culo alle amministrazioni; allo stesso modo del famoso cartello altrettanto idiota "Attenzione caduta massi".
Immaginiamoci se dovessero essere chiusi tutti gli ingressi delle zone carsiche; in Italia i fabbri farebbero una vera fortuna; in Lombardia nel famoso "Pian del Tivano (CO) verrebbero chiusi come minimo 300 ingressi (cose da pazzi); la zona del Carso nel Veneto poi sarebbe una ferramenta unica.

Ora nell'intterno mancano solamente i vari ridicoli gnometti e altre baggianate simili, accoppiati magari con un'illuminazione psichedelica e il quadro è completo.

Nelle grotte vivono molte specie di animali che nell'inverno vanno in letargo come pipistrelli (animale protetto), tassi, ghiri ecc. tutti animali che non gradiscono la massa di gente chiacchierona del giorno d'oggi e neanche illuminazioni varie.

Percorso per raggiungere la grotta

Provenendo da Lanzo si arriva al paese di Funghera; poco dopo si trova un bivio, sulla sinistra, che porta a Traves, dal quale si prosegue per Lusiana e poi per Pugnetto, piccola frazione del comune di Mezzenile, ma raggiungibile in auto solo da Traves-Lusiana; è situato a circa 800 metri s.l.m.


Poco prima di giungere nell'abitato, la strada costeggia un torrentello sulla destra, e sulla sinistra una collinetta alla base della quale c'è un pilone votivo: è il punto dove inizia il sentiero che porta alla grotta.
Si può parcheggiare l'auto poco più a monte, in un piccolo spiazzo sulla destra della strada, poi si torna indietro a piedi fino al pilone votivo.






Il sentiero sale in mezzo al bosco in piccoli tornanti, superando un dislivello di un centinaio di metri, finché raggiunge un largo spiazzo sul quale ci si trova davanti una cappella votiva e più a destra una più piccola, dedicata a San Pancrazio.



Sulla destra di quest'ultima c'è l'ingresso della grotta.
Il cancelletto d'accesso, in ferro, dovrebbe essere chiuso con catena e lucchetto, ma nel corso degli anni è stato più volte divelto e risistemato e da una volta all'altra non si sa in quali condizioni lo si possa trovare.

Mappa della Grotta
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Appena oltre l'ingresso il passaggio non è molto comodo, ma dopo pochi metri si procede agevolmente.
Si prosegue su una traccia ben segnata; durante il percorso vi sono strettoie e diaclasi (passaggi stretti tra rocce verticali), attraverso le quali si giunge fino ad un primo salone.



Si arriva poi ad un sifone che si supera senza problemi perché quasi sempre asciutto.
Dopo diversi saliscendi si raggiunge un secondo salone e si deve percorrere un tratto in salita fra grossi blocchi, dovuto ad una frana.


Proseguendo tra continui sali-scendi si oltrepassano alcune piccole sale con cumuli di rocce franate, finché il passaggio si restringe in uno stretto corridoio attraverso il quale si accede ad un altro salone, dove c'è un bivio, subito non facilmente visibile (si nota meglio al ritorno).


Il ramo di sinistra si apre in un salone dal quale a sua volta partono due rami, uno sulla destra, in notevole pendenza, lungo circa 40 metri che porta al termine della grotta, e uno sulla sinistra che ritorna indietro lungo circa 50 di metri che porta ad un più piccolo salone dove è un altarino con un cancelletto in ferro, nel quale un tempo c'era una Madonnina.


Per proseguire fino al fondo della grotta si torna indietro dal ramo dove vi è l'altarino fino al bivio del percorso principale; proseguendo dritti dopo un centinaio di metri e con vari sali scendi si raggiunge il terzo salone dove la grotta finisce.
Un tempo al fondo di questo salone c'era un fontanino, ma ora purtroppo non vi è più presenza d'acqua; è rimasto solo un vecchio tubo arrugginito.

Nella grotta sono presenti vene di calcite massiva; nella zona del fontanino le vene sono sottili ma numerose; in alcuni punti vi sono delle litoclasi (cioè fessure della roccia) ricche di bei cristalli di calcite bianca, color avorio, ocra e bruna e qualche traccia di piccole stalattiti.

Nel punto più basso della grotta, negli anni '20 era presente un laghetto, poi scomparso.


Sulla via del ritorno, giunti poco prima dell'uscita, guardando bene sulla destra perché difficile da individuare, vi è un altro ramo che porta ad un pozzo.
Sul fondo si apre un piccolo salone, dove si possono ancora notare concrezioni di calcite in piccoli cristalli di forma piramidale; purtroppo anche qui la grotta termina, nonostante vi sia un esiguo passaggio che lascerebbe pensare ad un suo proseguimento verso l'esterno.


Le dimensioni del pertugio consentono il passaggio solo a qualche animale selvatico di piccola taglia: tracce di noccioli di ciliege selvatiche lasciano pensare che qualche piccolo ospite frequenti la grotta.

Dall'ingresso fino al fondo la grotta misura circa 300 metri; se non si vogliono esplorare tutti i cunicoli e pozzi, la visita è fattibile in un'ora, se si esplorano il ramo dell'altarino e il pozzo si allunga il percorso di circa 200 metri e la visita si prolunga di un'oretta in più, anche dato dalle difficoltà maggiori per quanto riguarda la ricerca e la discesa del pozzo.





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