PIAN DEI RESINELLI (LC)
La Miniera Valentina




Nel 2004 sono stato invitato dalla studentessa in geologia Valentina Alongi (foto a fianco) per aiutarla nel lavoro di planimetria di una nuova miniera in Val Calolden.
Cominciammo i lavori affrontando freddo e neve per raggiungere l'esigua apertura di questa miniera, situata al termine di un sentiero molto esposto sul precipizio che guarda la valle.




Fu un lavoro lungo e di pazienza, questo perché l'interno della miniera si presentava abbastanza disagevole a causa dei molti detriti a terra che non permettevano una facile misurazione delle gallerie; come non bastasse dopo qualche decina di minuti per lo scompenso tra caldo e freddo si formava molta nebbia che impediva una buona visuale.




Ho voluto intitolare a Valentina questa miniera perché la sua dedizione per i siti minerari era ammirevole; ferrata in materia accompagnava i visitatori nei giri turistici delle miniere dei Pian dei Resinelli aperte come musei; dico accompagnava perché purtroppo è stata vittima di un gravissimo incidente stradale dal quale non si è più ripresa e dopo qualche anno di sofferenze è scomparsa; il vuoto che ha lasciato è incolmabile specialmente per i suoi cari e i suoi tanti amici.




Descrizione della Miniera

La miniera si sviluppa prevalentemente in direzione SUD-OVEST per una lunghezza di un centinaio di metri.
Il percorso nelle gallerie è disagevole per lo sterile lasciato a terra, formato da blocchi che rendono difficile il passo e per la bassezza delle gallerie stesse; i saloni sono più alti, ma in salit, e disseminati di grossi blocchi.
Appena oltre il suo ingresso vi è sulla destra un pozzo che collega il complesso superiore a quello inferiore molto più piccolo ma con direzione sempre prevalente a SUD-OVEST, non vi è modo di scendere a questo livello senza l'ausilio di una chiodatura di ancoraggio, corda, discensore e maniglie di risalita.
Poco prima di questo pozzo vi è una galleria che porta in direzione NORD OVEST ma è cieca.
Proseguendo invece sul ramo principale a sinistra (ometto segnavia) dopo pochi metri vi è un piccolo ribasso; sceso il ribasso sulla sinistra si nota un secondo ingresso a giorno molto più ampio e comodo ma, ATTENZIONE perché dà direttamente su un precipizio pericolosissimo e non ritorna sul sentiero.
A destra invece in direzione NORD si giunge a un bivio, se si prosegue a sinistra ci si ritrova nella galleria principale la quale si inoltra appunto verso SUD-OVEST.
Questa galleria è molto bassa e raggiunge due saloni sostenuti da pilastri in sterile; nel primo salone vi è presenza di piccole vene di galena (piombo), nel secondo salone termina la miniera.
Proprio in fondo a questo salone ho fatto una fotografia misteriosa visibile sulla mappa, sembrano fantasmi che danzano; sarà solo un gioco di luci e vapori o vere entità?

Mappa della Miniera
Clicca sui puntini rossi per vedere le immagini

Percorso per raggiungere la Miniera Valentina

Per raggiungere questa miniera arrivati al Pian dei Resinelli dal parcheggio circolare con al centro il carrello da miniera (quello vicino all'orribile grattacielo) si scende il sentiero che passa vicino al campetto di calcio e costeggia una rotonda.



Si prosegue fino ad incontrare la curva dove comincia lo steccato di protezione in legno del sentiero che porta alla miniera Anna; proprio dove comincia lo steccato si riesce, salendo su un piccolo muretto a passare oltre lo steccato senza doverlo scavalcare.





Guardando in basso si nota un cartello affisso su una pianta con scritto "Divieto di Caccia", scendere di sbieco per circa 10 metri verso il cartello per una decina di metri lasciando quest'ultimo sulla vostra sinistra,; il percorso è ripido, scivoloso e coperto da vegetazione.





Si nota subito un grosso tronco caduto e ormai secco con ancora gli spuntoni dei rami, oltrepassandolo la traccia si fa chiara e ben visibile poi diventerà un sentiero che porta alla miniera Valentina.





Si prosegue questo sentiero per circa 500 metri, a volte ingombro di arbusti e in certi punti molto stretto, fino a raggiungere un arco naturale in pietra; passarlo con attenzione; di qui in poi il sentiero è in vari punti un po' esposto verso il precipizio; porre molta attenzione a causa di erba scivolosa, pietre sconnesse e rami ingombranti (se vi è presenza di persone non esperte in sentieri esposti o di minori può servire una corda per sicurezza).

Si prosegue ancora per una sessantina di metri e sulla destra si apre l'ingresso della miniera; se la vegetazione è cresciuta rimane un po' nascosto, ma comunque essendo a circa 3 metri dal sentiero si nota di certo.
Materiale occorrente: vestiti da lavoro, lampada a carburo sul casco o caschetto con torcia elettricha frontale, batterie di scorta, scarponi, guanti da lavoro .
Per tutto il percorso e nella Miniera non vi è presenza d'acqua pertanto non occorrono gli stivali; particolare attenzione al pozzo che trovate sulla vostra destra a una quindicina di metri dall'ingresso.
ATTENZIONE la seconda uscita (segnata sulla mappa come INGRESSO2) dà direttamente su uno strapiombo molto pericoloso; avvicinarsi con prudenza ma non proseguire, non avventurarsi sull'orlo del precipizio.
Questa apertura non si unisce al sentiero di ritorno, probabilmente era solamente una finestra di scarico materiale.

Il tracciato sottostante è solamente indicativo in quanto la vegetazione nasconde la traccia, però può aiutarvi a orientarvi meglio per trovare la traccia del sentiero.

Per vedere le immagini del posto clicca sulle stelline gialle e sulla freccia che indica l'ingresso







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