MINIERE DI TRAVERSELLA


Dal 1500 alla fine del 1600

1500
L'attività mineraria era marginale, gli abitanti del luogo vi si dedicavano solo nelle pause dei lavori agricoli e pastorali e interessava solo la località Cevreij.

1575
Viene emessa la Sentenza Camerale che dà libertà di scavare crosi (gallerie) per la ricerca dei minerali.
Le consuetudini stabilivano che i ricercatori non si danneggiassero a vicenda, per cui i crosi dovevano essere aperti a una certa distanza gli uni dagli altri.

1600-1650
È documentata a Traversella la presenza di edifici da fucina e di una fabbrica di chiodi.



Il 1700 e l'escavazione indiscriminata. Prime regole e prime tasse.

1700
L'attività di scavo e ricerca si fa più intensa e importante, tanto da stravolgere nel giro di pochi decenni il quadro socio-economico dell'intera vallata.
Dalle fonti documentali non è possibile risalire alle cause di questo rapido sviluppo, tuttavia l'ipotesi più probabile è che sia legata alla scoperta di ricchi filoni di magnetite nella zona di Riondello.

1725
La Comunità di Traversella decide di tassare il minerale estratto e istituisce i Bandi Campestri.
Il diritto di miniera era preteso, in quanto il Comune era proprietario dei fondi dove sorgevano i crosi, dati in affitto ai diversi scavatori.
La ricerca e lo scavo delle miniere venivano svolti da terrazzani, abitanti del luogo, anche se i Bandi Campestri non escludevano i forestieri da tale attività.
In questo periodo la fama delle ricchezze minerarie di Traversella suscita l'interesse dei nobili che rivendicano i loro diritti sulle miniere.

1730
Alcuni abitanti del paese non accettano la tassa che la comunità aveva posto a loro carico sul minerale scavato.

1745
La Regia Camera dei Conti si pronuncia a sfavore dei nobili che continuavano a rivendicare i diritti sulle miniere.

1749
A causa degli alti costi di ricerca gli unici scavatori risultano Bernardo Paglia e Martino Biava.
Gli scavi sotterranei procedono in modo disordinato, ma la Comunità, pur d'incassare la tassa sul minerale, non interviene.

1773
Da due successivi atti di vendita risulta che Stefano fu Bernardo Chialiva è stato l'ultimo proprietario di due edifici in regione Roncaglio, legati alla lavorazione del ferro.
Questa fucina verrà in seguito acquistata dal Comune di Traversella per trasformarla in mulino.

1774
Le ricorrenti lamentele di frodi spingono l'amministrazione comunale a esaminare la questione delle miniere.

1775
La Comunità di Traversella acquista un "edificio da pista da miniera" appartenente a don Bernardo Mattia Campeggio, parroco di Valchiusella.

1776
La maggior parte degli scavatori proprietari di miniera sono forestieri e alcuni sono anche proprietari dei forni da ghisa dove viene lavorato il minerale estratto.

1777
Sulla destra orografica del torrente Bersella, in regione Parau, è localizzata una roggia d'acqua che serviva fucine di proprietà di Domenico Tibi.

1780
La mancanza di un'adeguata normativa sulle corrette metodologie delle coltivazioni rende sempre più critica la situazione dei cunicoli sotterranei che, con l'aumentare degli scavi, si intersecano sempre più disordinatamente e pericolosamente tra loro, alimentando liti tra gli scavatori.
Le innovazioni tecnologiche erano pressoché assenti, così come mancava un piano per lo sfruttamento razionale del sottosuolo.
Mancano strade carrozzabili per il trasporto del minerale ai forni di fusione e si fa ricorso al trasporto a dorso di mulo.
Nelle gallerie la situazione è ancora più tragica: l'assenza di qualsiasi forma di meccanizzazione fa sì che tutti i lavori siano eseguiti manualmente, in un ambiente reso difficile dalla mancanza di luce (l'illuminazione è data da lumi a olio di noce), dall'umidità (quasi ogni galleria è allagata dall'acqua, per cui è impensabile l'uso di carrelli) e dal perverso sistema di scavo, che tende sempre più in profondità.
Il trasporto del minerale pertanto avviene dal basso verso l'alto, sulle spalle di uomini ma anche di donne e di fanciulli, costretti a percorre quasi carponi le ripide discenderie.

1790-1800
Vengono approvati i Capi di Bando che riguardano il corretto modo di procedere nella ricerca e nello scavo dei minerali.
Si completa così la normativa della Comunità di Traversella sulle miniere.

1795
Il reddito derivante dallo scavo delle miniere di ferro è considerevole, più che sufficiente a soddisfare i carichi fiscali del paese.
Gli abitanti sono dispensati dalle tasse e si realizzano importanti opere per la comunità: un nuovo campanile, un mulino per cereali e la Casa comunale.




Dal 1800 al 1860
1802
Con l'annessione del Piemonte alla Francia viene abbattuta la frontiera doganale.

1806
Il Prefetto del Dipartimento della Dora lamenta con il sindaco di Traversella, che in certe zone delle miniere gli scavi sono condotti in modo irregolare e senza precauzioni e lo invita a sorvegliare e prendere gli opportuni provvedimenti.

1807
Nella zona di Riondello si registra la prima grande frana.
Il Comune di Traversella proibisce gli scavi e nomina Martino Presbiterio di Vico in qualità di sorvegliante speciale.

1810
I più importanti scavatori sono l'avvocato Nicola Gattino, Marcello Biava e Baldassare Mongenet.

1814
Caduto il Governo dei Francesi e venute meno tutte le restrittive disposizioni emanate sulle miniere di Traversella, i lavori riprendono con più vigore secondo le regole dell'improvvisazione e dell'abuso.

1815
Diversi proprietari, nell'intento di ottenere il maggiore profitto dall'attività estrattiva, danno "ad impresa" la coltivazione delle miniere.

1819
Dal 29 giugno al 2 luglio 1819 un'enorme frana interessa la parte centrale delle miniere.
La circonferenza superiore era di 100 metri di diametro, quella inferiore era di circa 50 metri; la sua altezza era di circa 30 metri.
Nella relazione dell'ingegnere Despines, incaricato nel 1824 di elaborare un piano di sfruttamento della miniera, si può trovare la descrizione del tragico evento: "Ebbe inizio a mezzanotte, con un rumore sordo, che udirono i minatori che stavano a quell'ora entrando nelle gallerie: lo scoscendimento continuò per tre giorni e la rovina totale non ebbe luogo che il 2 luglio, fortunatamente un giorno festivo, per cui non ci furono vittime umane".
La frana non ha ripercussioni sul volume delle estrazioni che negli anni seguenti raggiungono volumi record.

1820
Il Consiglio comunale cita in giudizio gli scavatori Gattino di Meugliano, Biava di Ivrea e altri per cercare di porre fine alla conduzione "ad impresa" e riprendere quella in proprio.

1822
Il re Carlo Felice di Savoia emana le Regie Patenti che regolano l'amministrazione delle miniere.
Viene stabilito che:
a) sono permesse le ricerche, purché soggette a regolare concessione e lo scavo deve avvenire secondo le istruzioni date dall'Ingegnere minerario; b) tutti gli scavatori, pena decadenza di ogni loro diritto, sono tenuti a presentare un regolare piano (disegno) delle miniere.

1823
L'ingegner Despines viene nominato esperto d'ufficio dal Reale Senato di Torino e dalla sua indagine sullo stato delle miniere emerge la necessità di disciplinari i lavori, eseguire riempimenti, consolidamenti, sospendere alcuni avanzamenti e produrre un piano dettagliato delle gallerie.
Propone inoltre la riunione in unica società di tutti i minatori, o almeno il contenimento del loro numero con il blocco totale di nuove concessioni.

1826
Si registrano liti fra gli scavatori, ingiunzioni di arresto e ripresa dei lavori, nonché frodi fiscali.

1827
Un'ordinanza rende obbligatoria la presentazione del progetto per coltivare le miniere, unitamente ad un piano dimostrativo in scala 1:1000 delle regioni Riondello e Castiglione.

1828
La Reale Camera dei Conti nomina esperto d'ufficio l'ingegnere A. Falquet aspirante al Corpo Reale delle Miniere, con l'incarico di formare i piani esterni e interni dei fossati esistenti nelle regioni minerarie di Riondello e di Castiglione.
Falquet, in collaborazione con l'ingegner Banchieri, a conclusione della sua perizia suggerisce la costituzione di una società generale delle miniere, con direzione unica e l'abolizione della discrezionalità del Comune nelle concessioni.

1829
Nonostante l'arretratezza dei metodi d'estrazione e lo sfruttamento poco razionale del sottosuolo, viene estratta una notevole quantità di minerale.

1830
Da un verbale del Consiglio comunale di Traversella emerge la preoccupazione della popolazione per la decisione della Direzione del Corpo Reale degli Ingegneri delle Miniere che prevede la sospensione dell'attività di alcuni forni da ghisa e fabbriche da ferro.
Si conclude inoltre il processo di riunione delle concessioni minerarie del giacimento di magnetite con la costituzione della società Gattino del conte Riccardi di Netro per la produzione del ferro e la società Mongenet per la lavorazione del rame.

1832
Con la diminuzione del materiale estratto dalle miniere, il Comune esamina il problema dell'emigrazione.

1833
L'Intendente della Provincia decide di destinare alle miniere di Traversella un direttore, con l'incarico di seguire gli scavi.

1836
A seguito delle piogge il Rio Betogno straripa improvvisamente, allagando le miniere.

1839
Il torrente Bersella inonda tutte le piazze destinate alla cernita e deposito dei minerali.
Di questo disastro vengono ritenuti responsabili gli scavatori.

1840
Con le Leggi minerarie del 30 Giugno 1840 e del 20 novembre 1859 l'autorità governativa toglie alle comunità locali la facoltà di concedere l'apertura di nuove cave.
I secolari diritti del Comune sulle miniere di Traversella vengono così ridotti alla sola riscossione del canone sul minerale scavato.
Nonostante i tentativi del senatore Mongenet e dell'avvocato Riccardo di Netro di intraprendere nuovi scavi, la decadenza delle miniere di Traversella è ormai un fatto irreversibile: le parti superficiali del giacimento, più ricche di materiale di ferro di ottima qualità sono in via di esaurimento, mentre i filoni in sfruttamento risultano contenere elevate percentuali di minerale di rame.

1841
Un nuovo editto sulle miniere stabilisce nuove regole, in particolare:
a) la prelazione è riservata allo scopritore del filone metallifero;
b) ogni individuo e ogni società possono ottenere la concessione e con questa la miniera diventava di proprietà perpetua, liberamente disponibile e liberamente trasmissibile.

1854
Per migliorare la redditività delle proprie miniere il conte Riccardi di Netro incarica l'ingegnere Quintino Sella di risolvere il problema della separazione dei minerali.
Lo scienziato fa costruire nel 1854 la cernitrice magnetica rotante, un macchinario che sfrutta le proprietà magnetiche dei minerali ferrosi per separarli dagli altri.
La macchina era formata da un tamburo con 48 magneti fissi, a cui restavano attaccati i minerali ferrosi.
Quest'invenzione, divenuta ben presto celebre nel mondo intero, è successivamente perfezionata con la cernitrice a nastro, formata da un nastro che trasporta il minerale nel campo di azione di un elettromagnete.

1859
L'autorità governativa ordina la formazione di un piano generale dei lavori nelle miniere di Traversella.






Edifici del complesso minerario di Traversella






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Il 1800 dopo l'Unità d'Italia
1860
La crisi economica del decennio 1860-1870 mette in evidenza le gravi carenze strutturali del settore minerario-metallurgico italiano.
Anche le sorti delle miniere di Traversella sono legate alle vicende nazionali ed estere, aggravate da alcuni fattori locali, quali l'esaurimento delle parti superiori più ricche del giacimento, la scarsa potenzialità degli altiforni della bassa Valle d'Aosta e il progressivo spostamento delle attività siderurgiche sulle coste liguri.

1862
La crisi mineraria della Valchiusella dà l’avvio al rapido mutamento della proprietà delle varie cave, con un progressivo accentramento nelle mani di un ristretto numero di proprietari.
Tutti i cantieri di ricerca nella zona mineraria di Traversella sono divisi tra Baldassarre Mongenet (a nord) e il conte Riccardi di Netro (a sud).

1846
Con la politica economica di stampo liberista del periodo albertino viene ridotta la tariffa daziaria per i metalli d'importazione.
Di conseguenza l'industria siderurgica si trasferisce lungo nuove direttrici di traffico e nelle vicinanze di fonti di approvvigionamento di combustibile e minerali più economiche.

1864
Vengono spenti alcuni forni della Valle d'Aosta, di proprietà Mongenet.

1883
L'acuirsi delle difficoltà economiche degli stabilimenti costringe Mongenet ad abbandonare ogni attività di scavo nelle miniere di Traversella.

1884
Con la morte del conte Riccardi di Netro, nei cantieri di Traversella termina definitivamente ogni attività.

1888
Una frana staccatasi dalle falde del Monte Betogne seppellisce quanto resta dei forni da tempo inattivi.

1890
L'ingegnere Larghi acquista le miniere tentando la ripresa dei lavori, ma nel 1895 i lavori sono nuovamente abbandonati.



1900-1944: l'inesorabile declino

1900
La Società Anonima delle Miniere di Traversella costituita dall'ingegner Froment e il barone Raymond di Watteville acquistano le miniere.
Gli impianti vengono rinnovati con l'introduzione di macchinari tecnicamente avanzati, ma senza ottenere i risultati sperati, così l'attività dura solo sei anni.
In questo periodo Froment, direttore delle miniere, mette a punto il procedimento di separazione dei minerali mediante flottazione per schiuma.

1906
Le miniere diventano proprietà dell'ingegnere Paul Gredt del Lussemburgo.
Viene costruito un nuovo impianto di separazione dei minerali per flottazione e una centralina elettrica che sfrutta le acque del torrente Bersella.

1913
Le miniere vengono cedute alla Società Ferrieri Piemontesi, già Mendel, con sede in Torino.

1914
La Società Ferrieri Piemontesi è incorporata dalla Fiat.
Sempre in questo stesso anno, nella zona di Castiglione, viene ripreso qualche lavoro di ricerca.

1915
I lavori di ricerca si spingono soprattutto in una galleria aperta dal ribasso Mongenet, che incontra però solo calcari cristalline e vene di quarzite.

1916
Viene sospesa ogni attività e le miniere restano praticamente chiuse fino alla fine del 1918.

1919
Si scavano nuovi tratti di gallerie con lo scopo di esplorare zone ancora vergini, ma i risultati sono modesti.

1923
Si inizia a riutilizzare il materiale delle vecchie discariche e l'ingegner Maglione inizia lo studio e la sperimentazione di nuovi metodi, economicamente migliori dei precedenti, per la separazione meccanica dei minerali.
Il rendimento di recupero del ferro era stato sino ad allora del 60% e per il rame del 25%, percentuali assolutamente troppo basse.

1925
I lavori di manutenzione delle gallerie e di ricerca proseguono assiduamente.

1930
I lavori di manutenzione delle gallerie e di ricerca vengono sospesi soprattutto per il loro costo, non supportato da adeguati risultati economici.
In quegli stessi anni la Fiat sospende i lavori.

1936
L'Italia è in regime di autarchia e a Traversella si riprende l'attività mineraria.
La Società Anonima Nazionale Cogne si impegna ad acquistare il minerale grezzo dalla Fiat, ottenendo in cambio l'uso gratuito degli impianti di trasformazione, oltre al permesso di sfruttare le antiche discariche per il recupero del minerale piritoso e cuprifero.
Si fa istanza al Prefetto di Aosta per ottenere la licenza di impiantare una funicolare aerea nel territorio di Montalto Dora e Traversella, per il trasporto di minerali di ferro concentrati.
È in questo periodo di ripresa dell'attività della laveria che viene per la prima volta notata la presenza di scheelite sulle tavole a scossa e si pensa alla possibilità di recupero.

1937
La Sezione Ferriere Piemontesi della Fiat, per poter avere a disposizione il minerale necessario ad alimentare i nuovi forni elettrici per la fabbricazione della ghisa in costruzione a Torino, decide di rimettere in attività le miniere di Traversella.

1938
Viene dato inizio a una serie di lavori preparatori nella zona della vecchia frana della Balmassa e viene prestata attenzione ai vecchi giacimenti ubicati a nord di Castiglione.
La produzione è ancora soprattutto ottenuta dal trattamento alla laveria magnetica dei minerali misti recuperati dalle antiche discariche.

1939
Viene inaugurata ufficialmente la teleferica per il trasporto del minerale alla stazione ferroviaria di Montalto Dora.

1940
La Fiat che si era praticamente limitata a mantenere aperte le gallerie esistenti e a proseguire gli studi geofisici e i sondaggi, riprende l'attività produttiva nel periodo della seconda guerra mondiale e la prosegue fino al 1944.



Il secondo Dopoguerra e la definitiva chiusura delle Miniere

1946-1950
Il cantiere minerario di Traversella risulta inattivo.

1951
I cantieri sono riaperti, più per pressioni politiche che per convinzione dell'azienda della loro economicità.

1953
I servizi interni vengono meccanizzati mediante l'uso di caricatrici meccaniche, martelli perforatori veloci e l'impiego di locomotori elettrici per il trasporto del minerale, ma tutto ciò non basta a raggiungere i risultati previsti.

1955
Si assiste ad una progressiva riduzione del ritmo produttivo e del personale impiegato.

1971
La Fiat sospende definitivamente ogni attività nei cantieri di Traversella.

(Fonte: sito web della Provincia di Torino)




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