MINIERE DI BROSSO
Complesso Minerario Fortune


Il Complesso costituito dalla galleria Fortune inizia vicino al torrente Assa; questa galleria non è affatto la più lunga di tutto il Complesso Minerario di Brosso, come talvolta capita di leggere sul web; assai più lunga è invece la galleria Santa Eugenia, che si trova sulla sponda opposta del torrente.

Il notevole dislivello tra l'imbocco e la fine della galleria Fortune, unito alla scarsa ventilazione, rendeva il lavoro pesantissimo e i minatori che vi lavoravano avevano un orario ridotto: sei ore per turno di lavoro.

Da vecchie documentazioni risulta che le miniere di Brosso stavano attraversando un periodo di crisi a causa della scarsita' di minerale da estrarre, prima dell'apertura della galleria Fortune.
La perforazione di questo nuovo Complesso portò alla luce una grandissima quantità di Pirite massiva, che si sgretolava con relativa facilità, rendendo quasi superfluo ricorrere agli esplosivi.
Nella miniera erano già presenti enormi stanzoni naturali, che facilitarono il lavoro di estrazione del minerale e il suo trasporto all'esterno.
Fu un vero "colpo di fortuna" che risollevò le sorti della Miniera e per questo motivo le fu dato il nome "Fortune".

Al di là del torrente Assa, che scorre vicino a questo complesso, vi sono gli ingressi di altre gallerie, denominate della " Pietra Rotonda ".
Vi è anche l'imbocco di una galleria che costeggia il corso del torrente, mentre ai lati del piano inclinato che serviva a trasportare più a valle il minerale estratto, iniziano altri due tunnel.
Uno di questi ingressi è denominato del "ventilatore"; tale nome deriva dalla presenza di un enorme ventilatore ancorato ad un basamento di cemento, che serviva per il ricambio d'aria.
E' ancora visibile una testata in cemento che faceva parte di una teleferica utilizzata per trasportare il minerale nello spiazzo delle Fortune, da cui sarebbe poi stato trasferito a valle.

IL trasporto del materiale dalle Fortune al piano inclinato veniva effettuato per mezzo di un trenino trainato dai muli.
Alla partenza del piano inclinato, oltre alla stazione di manovra dei carrelli, furono realizzate un deposito per l'esplosivo ed una fucina per la riparazione degli attrezzi utilizzati in miniera.

Uno dei tunnel sopra citati appartiene al Complesso S. Giuseppe e uno dei suoi pozzi si inserisce nella galleria Fortune.
Non è possibile visitare le Fortune, se non in parte, e bisogna comunque passare dalle gallerie S. Giuseppe e scendere dal ripido ed insicuro pozzo, perché l'ingresso principale delle Fortune è murato ed inoltre il tunnel è completamente allagato.

Attenzione, in questo complesso scarseggia l'aria e non è prudente avventurarvisi!
Oltretutto non vi sono parti rilevanti o interessanti di mineralizzazione.

Come raggiungere il sito
Percorrendo la mulattiera Napoleonica, altrimenti detta "strada o sentiero delle vote", come per andare al complesso S. Giuseppe, una volta giunti all'incrocio con i binari della Decauville si prosegue verso sinistra a ridosso di questi, per un comodo sentiero.
Dopo circa 250 metri, sulla destra vi è l'ingresso della galleria Fortune.
Più a sinistra e' ancora presente un edificio parzialmente diroccato, adibito a suo tempo ad uffici al piano superiore, a magazzino, mensa e spogliatoio dei minatori, al pianoterra.
Lo spogliatoio era stato denominato "stanza degli zoccoli".

Stanza degli Zoccoli e galleria Fortune” vspace=
In questa foto, scattata in inverno, sulla sinistra si vede l'ingresso della stanza degli zoccoli, mentre sulla destra è ben visibile l'imbocco della galleria Fortune, che però da molti decenni è stato chiuso per motivi di sicurezza.



La Stanza degli Zoccoli

Una curiosità storica degna di nota riguarda la "stanza degli zoccoli".
Un tempo i minatori erano davvero malpagati e di conseguenza avevano scarse risorse economiche.
Il loro vestiario era assai modesto e ancora più modeste erano le calzature.
In prevalenza usavano zoccoli di legno, che però nel lavoro in miniera si sarebbero consumati in breve tempo, perciò, per non usurarli, prima di entrare in miniera li posavano in questa piccola costruzione e calzavano qualcosa di molto malridotto.

Gli zoccoli posati in questa costruzione avevano anche un'importantissima funzione.
Non esistendo ancora cartellini da timbrare o simili, era difficile sapere chi era presente al lavoro e chi no.
Pertanto il deposito di questi zoccoli dimostrava ai capi-mina quanti minatori erano presenti.

La funzione della stanza degli zoccoli era anche un'altra: dato che i minatori non sempre lavoravano insieme in miniera, visto che le gallerie erano molte e tortuose, poteva capitare che qualcuno si ferisse o addirittura morisse senza che i suoi compagni se ne accorgessero.
Pertanto all'uscita dopo il lavoro se si notava che un paio di zoccoli non erano stati ritirati era chiaro segno che qualcuno era rimasto laggiù ed aveva bisogno di soccorso, quindi si cominciavano le ricerche.
Questa era l'unica forma di speranza di aiuto che avevano i minatori in caso di disgrazia, e notare che i poveri malcapitati prima di essere soccorsi dovevano aspettare il fine turno di dieci o dodici ore dei loro compagni.
Quando venivano travolti da grossi crolli e frane, sovente non si trovavano nemmeno più i corpi e certo la direzione non avrebbe speso una lira per riscavare solo per recuperare i poveri resti, e così la miniera diventava la loro tomba.



La stanza degli zoccoli in versione estiva; da notare la colorazione dell'acqua, a causa della Limonite presente in gran quantità a Brosso.
Anche quando viene murato un ingresso, viene lasciato uno scarico, così che le acque normalmente presenti nella miniera, ma che aumentano considerevolmente dopo piogge intense o prolungate, possano sfogarsi all'esterno.




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