MINIERE DI BROSSO
Complesso Minerario Starciassa

(Clicca sui punti rossi per vedere le foto)



Per raggiungere il complesso Starciassa (o Stanciassa o Sterciassa) bisogna proseguire per alcune centinaia di metri oltre il complesso Fortune, inoltrandosi in un boschetto dove, poco oltre i ruderi di una casetta e nascosto tra la vegetazione, vi è l'ingresso.
Anche questo complesso è stato coltivato sotto la direzione Sclopis.

Nella stagione invernale dalla sua bocca fuoriesce una colonna di vapore, causata dal fatto che il complesso si sviluppa prevalentemente in discesa, creando una corrente di aria calda e umida che risalendo e trovando all'esterno una temperatura inferiore, si condensa in vapore.

Appena entrati si segue il tunnel, che verso il fondo non è più percorribile a causa di un riempimento di sabbia e pirite massiva trasportata dalle acque.
A circa un terzo della sua lunghezza, sulla parete di destra, si apre un pozzo verticale e senza scale, dove alcuni chiodi di ancoraggio sono ancora visibili, anche se inutilizzabili.
Il pozzo è profondo una settantina di metri; a circa metà vi è una traversa senza possibilità di proseguimento, in quanto a sinistra il tunnel termina, e sulla destra c'e' un pozzo in salita ostruito da un grosso masso pericolante.
Al termine vi è una piccola coltivazione dove si trovano bellissimi cristalli di pirite pentadodecaedrica grandi quanto una mano e lucentissimi, ma estremamente friabili.

Da questa coltivazione si apre un altro pozzo sempre verticale e senza scale, profondo circa quaranta metri, che raggiunge un tunnel che a sinistra termina con una frana, mentre sulla sua destra e' presente una piccola coltivazione di Pirite, anch'essa deteriorata.

Nello stanzone di questo livello vi è un ulteriore pozzo, profondo circa trentacinque metri, parzialmente armato con travature.
Già all'inizio è ripido, poi diviene davvero molto scosceso.
Alla base di questo pozzo, tanto a destra quanto a sinistra, il tunnel termina in due coltivazioni di pirite friabilissima.

All'inizio della coltivazione di destra si apre l'ultimo pozzo, profondo circa trenta metri; siamo così scesi all'ultimo livello, in profondità nelle viscere della terra.

Sulla destra di quest'ultimo pozzo vi è una coltivazione di Pirite non più mineralizzata.
Sulla sua sinistra un lungo tunnel con due metri di fango di Limonite lascia pensare ad una ipotetica uscita di scolo delle acque; infatti per il movimento dell'acqua a lento scorrere, si intuisce che esce a giorno.
Questa galleria in effetti sbuca all'esterno poco distante dal complesso Salvere, ma non è percorribile proprio a causa dell'altezza del fango.



Le gallerie dei vari livelli sono tutte bloccate da frane o non sono scavate "a giorno", pertanto si procede solamente verso il basso per mezzo di quattro pozzi, la cui lunghezza, come si può vedere dalla mappa, è molto rilevante.
Vi sono giaciture di minerale solamente nel primo e nel secondo livello, dove ne è stato cavato molto e sono rimasti a parete moltissimi geodi di Pirite pentadodecaedrica, con cristalli molto grandi ma friabilissimi perché ossidati, per cui non è stato possibile prelevare campioni decenti.

Si sconsiglia vivamente la visita a questo complesso per la pericolosità estrema di tutti i pozzi, agibili solo con corde e attrezzatura alpinistica, come descendeur e maniglie di risalita, e perché, avendo una sola via d'entrata-uscita, può diventare una trappola mortale.







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