MINIERE DI BROSSO
Complesso Minerario Giarinere


Siate gentili, nelle grotte e nelle miniere abbandonate ci possono essere piccole colonie di pipistrelli, non disturbateli proiettando direttamente su di loro le luci; sono animaletti molto utili perchè si saziano di insetti nocivi all'uomo e sono a rischio di estinzione.



Questo complesso è stato coltivato sotto la direzione Sclopis.
Rispetto al complesso Salvere presenta un tipo di coltivazione meno tecnologica: infatti i tunnel sono più bassi e più stretti e lo scartamento ferroviario e' ridotto.
E' anche grazie a questi scartamenti ferroviari che si può risalire alla differente epoca della coltivazione: più ridotto è lo scartamento fra i binari, più la coltivazione è vecchia.
In alcuni punti i binari erano in legno, in parte per il notevole costo del ferro, in parte perché il legno aveva grande maggior resistenza all'acidità naturale, quasi estrema, della miniera.
Dove fu usato il ferro é possibile notare un elevatissimo degrado, mentre i vecchi sostegni in legno sono tutt'oggi esistenti...e resistenti.

La coltivazione avveniva dal basso verso l'alto per facilitare l'estrazione del minerale, come ancora si può osservare dai pozzi terminanti in basso con le tramogge.

Mulo


In alcuni complessi, per il trasporto del minerale all'interno della miniera venivano usati i muli; purtroppo i poveri animali diventavano ciechi e i loro zoccoli venivano corrosi dall'acidità della limonite.



Per trasportare a valle il materiale venivano utilizzati piani inclinati con due binari su cui scorrevano due carrelli, uniti da una fune d'acciaio passante su una ruota con freno, uno pieno di zavorra e l'altro con il materiale estratto.
In questo modo non occorrevano motori in quanto, una volta scaricato il minerale, il carrello vuoto era ben più leggero di quello di zavorra, il quale pesando di più scendeva inesorabilmente verso il basso e di conseguenza il carrello vuoto veniva automaticamente richiamato verso la sommità del complesso.

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I Minerali
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Uno scorcio della napoleonica "via delle vote".
In alcuni punti sono tuttora visibili i binari sui quali transitavano i carrelli che trasportavano a Valcava il minerale estratto.




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Come raggiungere il sito
Per raggiungere il Complesso Minerario Giarinere si percorre la strada sterrata fino all'attraversamento del torrente Assa.
La località, denominata Valcava, è attualmente di proprietà della società "La Miniera s.a.s." e il vecchio stabilimento minerario è adibito ad agriturismo.
Il piazzale dopo il piccolo ponticello sul torrente Assa è utilizzato dall'Agriturismo, per cui e' consigliabile parcheggiare l'auto altrove, onde evitare eventuali discussioni.
Dal piazzale si prende la mulattiera acciottolata (l'antica Via Napoleonica o "strada delle vote", che attraversa il Parco della Brossasca e conduce al paesino di Brosso). Non vi sono indicazioni per raggiungere il Complesso Giarinere.
Dopo circa venti minuti di marcia, giunti a uno dei tornanti, si imbocca una traccia di sentiero, che salendo si inoltra nel bosco e porta ad un ponticello ricostruito con assi di fortuna; attraversatolo e percorsi un centinaio di metri, si giunge all'ingresso, che si trova sulla sinistra, a livello del sentiero.
Il Complesso Giarinere presenta anche altri due accessi: uno superiore e uno a metà complesso, abbastanza difficili da localizzare, sia dall'interno che dall'esterno.



L'esplorazione
Nel primo stanzone che si incontra entrando, si possono trovare splendidi geodi contenenti grandi cristalli di Pirite, oppure cristalli molto trasparenti di Barite che vanno da un diametro di pochi millimetri fino a raggiungere, in qualche caso, anche più di tre centimetri.

Dopo il primo, si giunge ad un secondo stanzone, le cui pareti sono adornate da striature bianchissime.
Qui vi è un forte stillicidio d'acqua, che precipita e spruzza ovunque; essa è molto ricca di calcare e forma delle pozze dove si possono facilmente trovare le cosiddette "perle di grotta".
Esse si formano perché nelle pozze il movimento rotatorio dell'acqua fortemente calcarea determina l'agglomeramento del calcare e la sfericità delle formazioni.

Risalendo il complesso, la mineralizzazione si fa scarsa, ma verso la sommità si ripresenta nuovamente buona.
Infatti si possono aprire geodi contenenti Siderite con Farmacolite, Calciti a "dente di squalo" molto brillanti, aragonite, e molto raramente, Bournonite e Boulangerite.
A volte questi minerali si mescolano dando origine a campioni di incredibile bellezza.
In questo settore del complesso il terreno e le pareti sono cosparse da una grande quantità di polvere di Ematite molto lucente, che brilla alla luce delle lampade a carburo.
In ere geologiche lontane in questo luogo vi era lo sfogo di un'attività vulcanica che ha creato il plutone, cioè la massa mineralizzata, sia in forma massiva che di geodi contenenti cristalli di minerale.

La tortuosità di questi complessi e la presenza di molti pozzi rendono gli ambienti assai suggestivi; sono veri e propri labirinti, nei quali, se non si è ottimi osservatori, è facile perdersi.
Si incontrano minerali di rara bellezza: fantastici cristalli di Barite, Arsenopirite, Burnonite e spendide placche di Siderite.



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