MINATORI

Pochi possono immaginare il lavoro svolto dai minatori; lavoro nascosto nelle viscere della terra, faticoso e pericoloso, eppure questi uomini hanno contribuito in maniera determinante al benessere dell'umanità.
Ogni materia prima minerale deriva dal sottosuolo; quando ad esempio siamo a tavola per mangiare, non facciamo più caso che le posate, le pentole e molti attrezzi di cucina sono in metallo.
Se poi ampliamo gli orizzonti, vediamo che gli oggetti costruiti con elementi ricavati dal sottosuolo sono infiniti; armature per ponti, strade, case, automobili, treni, navi ecc.
Ma non solo, altri minerali servono anche per le tecnologie moderne e purtroppo anche per costruire ordigni bellici come la bomba atomica.
Tutto deriva dal lavoro gravoso e nascosto di quegli uomini che ogni giorno rischiano la vita per mantenere le loro famiglie e dare ad altri uomini la possibilità di costruire oggetti e macchinari.
Anche in medicina si fa ricorso a prodotti del sottosuolo, sia per ricavarne farmaci, sia per uso diagnostico.

Il lavoro in miniera ha origini antichissime e i minatori sono sempre stati sfruttati.
Un tempo gran parte di essi erano schiavi o condannati, obbligati a lavorare in cunicoli dove erano costretti a scavare in ginocchio e a volte anche peggio, questo perché non vi erano i mezzi per fare gallerie comode.
Con i metalli estratti si costruivano spade, lance e armature e con esse i condottieri conquistavano il mondo arricchendo le proprie dimore.




Il materiale si portava alla luce trascinandolo o portandolo a spalle; solo più tardi si cominciarono ad usare i muli, che trascorrendo la loro intera esistenza nel buio delle gallerie, diventavano ciechi.







Venivano addirittura impiegati i bambini in questo lavoro e in alcune miniere il loro sfruttamento, nel nostro Paese, continuò fino nel cuore del 1900.




LA CAMPANA DELLA MINIERA

Belgio, 8 agosto 1956: 262 minatori, dei quali 136 italiani, morirono nel gravissimo incidente della miniera di carbone di Marcinelle.
Nel 2002 la Federazione dei Maestri del Lavoro d'Italia (Consolato del Molise) con i contributi finanziari di tutte le regioni d'Italia di cui erano originarie le vittime donò alla città di Marcinelle una campana a ricordo delle vittime della sciagura.
La campana è stata chiamata «Maria Mater Orphanorum» a ricordo dei quattrocentosei bambini rimasti orfani a seguito di una delle tragedie minerarie più gravi della storia.






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MARCINELLE
Immagini d'epoca



























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