4 NOVEMBRE
ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA


Bollettino della Vittoria

La Festa Nazionale del 4 Novembre "Anniversario della Vittoria" fu istituita nel 1919, pochi mesi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e fino al 1977 è stato un giorno festivo a tutti gli effetti.
Da quell'anno in poi, a causa di una riforma del calendario delle festività nazionali introdotta, così si disse, per ragioni economiche al fine di aumentare il numero di giorni lavorativi (come se i lavoratori non lavorasssero già abbastanza...) questa festività divenne "mobile", cioè se cadeva in un giorno lavorativo, veniva spostata alla prima domenica di novembre.

Tra il 1980 e il 1990 la sua importanza andò sempre più diminuendo.
In seguito il Presidente della Repubblica Ciampi promosse il ritorno alle celebrazioni di questa ricorrenza.
Però più che ricordare che il 4 novembre era l'Anniversario della Vittoria si cercò di spostare genericamente l'attenzione sulle nostre Forze Armate ed ora è denominata "Giornata delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale".

Evidentemente con l'approssimarsi prima, e la realizzazione poi, dell'Europa Unita, continuare a ricordare la nostra vittoria contro i "crucchi" era divenuto scomodo e ingombrante per la nostra classe politica, che non voleva dispiacere gli "eredi" dei Paesi che nel '15 -'18 facevano parte dell'Impero Austro-Ungarico.
Sono passati tanti anni, quasi un secolo, ma le sconfitte bruciano ancora ed ora che siamo nell'Europa Unita non possiamo continuare a rigirare il coltello nella piaga; oramai siamo tutti fratelli...o piuttosto è solo una pia illusione di qualcuno?

Fatto sta che aver prima declassato e poi addomesticato questa ricorrenza ad usum della politica significa offendere la memoria degli oltre 750.000 soldati mandati a morire per la Patria, senza contare le centinaia di migliaia di feriti e tutti coloro che restarono menomati e invalidi.
Per far dimenticare questo spregio non basta posare una corona d'alloro sulla tomba del Milite Ignoto e organizzare altre celebrazioni, con la presenza ora di questo, ora di quel politico o mandare in onda spot televisivi di propaganda.
Abolire la denominazione "Anniversario della Vittoria" e non celebrare la ricorrenza per quello che indiscutibilmente e realmente rappresenta, è come aver fatto morire nuovamente tutti coloro che erano caduti in quei terribili anni di guerra e significa uccidere la memoria collettiva del Paese.

Non dimentichiamo questi poveri ragazzi che sono stati obbligati a dare la loro vita in modo così tragico e con enormi sofferenze.
Non dimentichiamo neanche che se anche solo indugiavano ad avanzare venivano fucilati dai loro comandanti.
Possano oggi ricevere i giusti onori.



Nel primo filmato, con immagini d'epoca, potete ascoltare dalla voce del generale Armando Vittorio Diaz, capo di Stato Maggiore del Regio Esercito, il proclama con il quale annunciava che alle ore 12 del 4 novembre 1918 per l'Italia era finita vittoriosamente la Prima Guerra Mondiale, con la sconfitta e conseguente resa dell'Impero Austro-Ungarico.
Questo proclama è conosciuto come:

"Bollettino della Vittoria"




"La Leggenda del Piave"
(con immagini d'epoca e la voce del tenore Giovanni Martinelli)







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"La Leggenda del Piave"

"La Leggenda del Piave" (conosciuta anche come "La Canzone del Piave") è una delle più celebri canzoni patriottiche italiane.

Fu composta nel 1918 dal maestro Ermete Giovanni Gaeta, noto con lo pseudonimo E.A. Mario, paroliere e compositore italiano (Napoli, 5 maggio 1884 - Napoli, 24 giugno 1961); egli rinunciò ai diritti d'autore sulla canzone.

"La leggenda del Piave" fu adottata come Inno Nazionale italiano dal 1943 al 1946.

Ascoltatela dalla voce del tenore Giovanni Martinelli, nell'edizione originale del 1918.





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