PRIMA GUERRA MONDIALE: LA "GRANDE GUERRA"

In più di cento anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale sono stati spesi fiumi di parole per illustrare le vere cause del conflitto, le vicende belliche e tutto ciò che le contornò e da esse ebbe seguito.
Tutto questo veniva e viene tuttora espresso non sempre con uniformità di giudizi e di vedute, perché a seconda della parte da cui si osserva, un fatto può assume connotati negativi o positivi.


Quello che è giusto sapere per onorare martiri sconosciuti
Al di fuori di questo vi è una parte nascosta che riguarda fucilazioni ingiuste di nostri soldati ai quali non veniva data neanche la possibilità di un equo processo e verificare se davvero erano colpevoli di diserzione; erano messi al muro addirittura tirati a sorte e parecchi di loro non solo erano innocenti, ma eroi; questo da parte di tenenti e ufficiali invasati che eseguivano ciecamente gli ordini da quello che veniva definito da tutti "il macellaio" cioè il generale Cadorna, uomo senza scrupoli e privo di coscienza, oltre che pessimo stratega, che se veniva ancora lasciato fare avrebbe non solo fatto perdere la guerra, ma mandato a morire inutilmente altre migliaia di soldati, per conquistare posizioni nemiche il più delle volte inutili ed esclusivamente per appagare il suo ego.
A lui sono state intitolate piazze e strade anche a Padova e Milano; ai valorosi soldati, invece, sono stati dati riconoscimenti e medaglie per l'ultima battaglia di Vittorio Veneto solo 50 anni dopo la vittoria e precisamente nel 1968 (alcuni di loro si sono rifiutati di ricevere queste onorificenze per protesta più che giustificata dal troppo tempo passato e per aver osannato il generale Cadorna.
CLICCA QUI per leggere quello che tutti devono sapere e viene detto malvolentieri o taciuto ancora oggi.




Ecco ora un lungo e interessantissimo filmato storico, con spezzoni inediti, dell'Istituto Luce, nel quale vengono prese in considerazione soprattutto le vicende italiane e che vale la pena di vedere fino in fondo, anche se ormai sono passati 100 anni dall'inizio di quella carneficina, per capire e forse finalmente trarre qualche insegnamento, o anche solamente per non dimenticare tutti i morti e le tremende tribolazioni dei sopravvissuti. Certo, considerando che solo 18 anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale il mondo venne funestato dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ed in seguito da un'infinita serie di conflitti che tuttora insanguinano il globo, sembrerebbe proprio che l'essere umano sia incapace di capire che le guerre portano sempre e solo distruzione e morte.






Ad un soldato che muore poco importa se poi la guerra sarà vinta o persa



Curiosità Storiche



I nostri Alpini avevano dato il nome TA-PUM al Mannlicher M95 perché prima arrivava il proiettile "TA" poi si sentiva il colpo "PUM", non si aveva dunque il tempo per mettersi al riparo, quando si sentiva il colpo era troppo tardi, infatti il proiettile era calibro 8x50 e aveva una velocità alla volata di 530 m/s pertanto più era veloce del suono.
Legata alla storia del TA-PUM vi è anche la scaramanzia, che però aveva un fondo di verità, e cioè di non accendere tre sigarette con un solo fiammifero; questa era una regola di trincea, in quanto il chiarore della fiamma tenuta accesa troppo a lungo di notte, facilitava il cecchino nel prendere la mira e il terzo soldato avrebbe avuto più probabilità di essere ucciso.




Anche il nostro Carcano91 produceva lo stesso effetto "TA-PUM", questo perché la velocità della pallottola era superiore a quella del suono e nella distanza si ottiene l'effetto ritardo, infatti la pallottola era di diametro inferiore 6,5x52 e aveva una velocità di 661 m/s alla volata, pertanto più veloce ancora del Mannlicher.



I soldati costretti nei ricoveri per lungo tempo dovevano accontentarsi di poca brodaglia insipida come pasto, per dare un po' di sapidità a quella porcheria e mancando il sale, svuotavano una cartuccia e versavano qualche granello di polvere da sparo nella brodaglia; la polvere da sparo, contenendo nitrato, rendeva meno disgustosa la razione.



Il detto "portare a casa la ghirba, cioè salvare la pelle, o lasciarci la ghirba, cioè rimetterci la pelle" era stato coniato nel 1911 durante la guerra contro la Turchia per la conquista della Libia; infatti la "ghirba" (in arabo qirba) era un otre di pelle che serviva a contenere l'acqua, elemento vitale nel deserto.
Questo detto fu ripreso nella Guerra del 15 - 18 dai nostri soldati; la ghirba allora era in tela, che una volta bagnata teneva l'acqua fresca, ma il significato era il medesimo.



Il famoso cannone M42 usato nella Prima Guerra Mondiale fabbricato dalla Krupp venne in seguito soprannominato "Dicke Bertha" (Grande Berta) in onore di Bertha Krupp, la figlia maggiore del fabbricante, e "grande" per via del calibro elevato.
Gli artiglieri a loro volta lo soprannominarono ulteriormente Fleissige Bertha "Berta la zelante".

Nel dopoguerra nelle fucine gli operai denominarono "Berta" il maglio verticale azionato tramite una corda, il quale serviva a modellare l'acciaio reso rovente dalle forge.
Questo sopprannome venne dato in quanto aveva una notevole potenza e produceva un rumore assordante ricordando molto il fragore del famoso cannone; era in uso allora il detto "vai a tirare la coda alla "Berta", infatti questa macchina per azionarla era necessario tirare una corda per sganciare la testa del maglio, la quale si abbatteva sul ferro da modellare.
Anche nel cannone una volta caricato il colpo, per farlo sparare era necessario tirare una fune che faceva scattare il percussore.






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MOMENTI DI GUERRA











CANTI DEGLI ALPINI

Bombardano Cortina

Monte Nero

La Sentinella

Monte Canino

Ta-Pum

Monte Pasubio

La Tradotta











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